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Quel genio dell’assessore Cupparo ne ha sfilata un’altra dal cilindro

Sul Centro Internazionale di Dialettologia soluzioni che peggiorano i problemi

Abbiamo letto la delibera e i relativi allegati con cui l’assessore Francesco Cupparo avrebbe finalmente risolto il problema della continuità delle attività del Centro Internazionale di Dialettologia, “ponendo fine alle polemiche”. Da quei documenti emerge la genialità dell’assessore e dei suoi uffici.

In prima battuta scopriamo che nella delibera sono previste le stesse risorse già assegnate al Cid nel 2018 e dunque la Regione non aggiunge nulla, a parte un giro di carteggi utile a perdere tempo. È anche evidente che la cosiddetta “nuova convenzione” non fa altro che allungare i tempi della ripresa delle attività dei ricercatori. La scelta più intelligente sarebbe stata una proroga della vecchia convenzione. Grazie alla genialata di Cupparo, e cioè per causa della mancata proroga, i progetti in corso del Cid hanno subito un grave danno: tre ricercatori in meno, ancora senza lavoro, un ritardo di 7 mesi nell’attività di ricerca; in aprile, sempre per la mancata proroga, altre due ricercatrici hanno perso il lavoro bloccando definitivamente tutte le attività del CID che invece sarebbero potute continuare.

E dunque come ha risolto il problema quel genio di assessore? Stipulando una convenzione per 18 mesi, utilizzando risorse residue già assegnate, senza metterci un euro in più, rinviando la scelta dei ricercatori a un concorso che dovrà bandire l’Unibas. Tutto questo produce effetti devastanti per la continuità del lavoro del Cid. Le procedure per il concorso e per tutto il resto causeranno un ulteriore blocco delle attività almeno – se tutto va bene – fino a gennaio 2022. In compenso Cupparo ha potuto sbandierare e propagandare le sue magiche soluzioni immaginando che i lucani abbiano l’anello al naso.

In quella delibera e nei documenti allegati non emerge nulla sulle intenzioni circa le sorti future del Cid. E dunque siamo costretti a fare le stesse domande: il Centro Internazionale di dialettologia, punto di riferimento scientifico più importante al mondo nell’ambito dello studio dei dialetti lucani e italiani, sarà istituzionalizzato? Avrà le risorse necessarie non solo per continuare l’attività, ma per crescere e allargare i suoi orizzonti di ricerca a livello internazionale? Il Cid sarà un piccolo bacino di occupazione di giovani ricercatori che decidono di non emigrare nel Regno Unito?

Ecco, assessore, è questo il punto su cui né lei né Bardi, nessuno, si è degnato di dare una risposta a illustri professori di università italiane e straniere, ai cittadini, ai ricercatori, ai lucani all’estero e a questo giornale.

Caro assessore, dimostri un minimo di coscienza del limite, lasci le deleghe alla Formazione, all’Università e alla Ricerca, lo faccia per il bene della Basilicata.

Il lettore che voglia approfondire, trova qui i documenti: delibera, convenzione, allegato