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Riciclaggio d’auto rubate, Polizia di Potenza arresta latitante

L'uomo era sfuggito agli arresti del dicembre 2020 disposti nell'ambito dell'operazione "Fish and Cars"

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Potenza personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale, con il supporto della Sottosezione della Stradale di Lagonegro, ha catturato, nella mattinata di oggi, 1 maggio, il latitante Donatello Genovese, tra i principali indagati nel procedimento penale relativo ad un vasta attività riciclaggio di veicoli rubati perpetrato mediante la presentazione di falsa documentazione presso la Motorizzazione di Potenza che nel dicembre 2020 aveva portato a 3 arresti e 4 obblighi di dimora.

Genovese, -fa sapere la Procura in una nota- già ricercato dal marzo 2020 poiché colpito da un ordine di carcerazione per altro procedimento, si era sottratto anche all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel dicembre del 2020 dal Tribunale di Potenza nell’ambito dell’operazione “Fish and Cars”. L’uomo a conclusione di quella attività investigativa, infatti, era stato ritenuto il principale ideatore di una sistematica attività di riciclaggio di autovetture di provenienza delittuosa (13 delle quali sono state a suo tempo sequestrate e restituite ai legittimi proprietari) perpetrata mediante la presentazione di false denunce di smarrimento delle targhe e/o di falsa documentazione di circolazione estera presso la Motorizzazione potentina. Attraverso tale espediente, venivano rilasciate nuove targhe (e relative carte di circolazione) che, applicate alle auto oggetto di furto, gli avevano consentito di dissimularne la provenienza delittuosa, eludendo i normali controlli di Polizia.

L’ulteriore impulso dell’azione investigativa coordinata dalla Procura e condotta dal personale della Polizia Stradale di Potenza, ha consentito di individuare l’uomo in un’abitazione di Lizzano, centro in provincia di Taranto, dove è stato rintracciato. Genovese, destinatario altresì della misura di Sorveglianza Speciale della Ps con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per anni due, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato in carcere.