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Scuola: licenziamento di massa di 200mila professionisti

L'allarme della Uil: Il concorso straordinario, per i docenti con almeno 3 anni di servizio, è in corso di svolgimento e dai primi risultati si prevede che soltanto la metà dei 32.000 posti banditi sarà coperta

Il concorso straordinario, per i docenti con almeno 3 anni di servizio, è in corso di svolgimento e dai primi risultati si prevede che soltanto la metà dei 32.000 posti banditi sarà coperta, con una percentuale bassissima per i posti di sostegno e migliaia di idonei che non rientreranno tra i vincitori per le assunzioni nonostante abbiano superato la soglia minima prevista. E’ quanto evidenzia la segreteria Uil Scuola riferendo che sono migliaia i docenti che si stanno rivolgendo ai giudici: quelli esclusi, che hanno presentato il ricorso entro il termine dei 60 giorni; quelli che inizialmente avevano presentato una diffida per poter partecipare alle prove suppletive, inizialmente non previste dal ministero, un numero che tenderà a salire soprattutto dopo la sentenza del TAR Lazio del 12 maggio per la quale non aver previsto tali prove rende illegittimo l’avviso di convocazione delle prove ordinarie e quindi bloccate le procedure; in ultimo, sono stati già presentati i primi ricorsi dei docenti che dopo i primi risultati non hanno superato la prova. Ancora una volta – è il commento della Uil Scuola – si delega il reclutamento nella scuola alla magistratura.

«Donne e uomini, professioniste e professionisti, con un contratto ancora una volta a tempo determinato, rimarranno in attesa di una presa di posizione da parte del Governo e della politica tutta che sia decisa e scevra di ogni interpretazione arbitraria e ideologizzata, ponendo la parola fine al reiterarsi della condizione di precarietà, ingiustizia e disparità sociale» – scrive il segretario generale Pino Turi in una lettera inviata al ministro Bianchi e ai presidenti delle Commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato.

«Il reclutamento nella scuola deve tenere presente le sue specificità, lontane e diverse da qualunque altro modello di lavoro pubblico e privato. Il sistema dei concorsi, così come è stato definito dal precedente governo non è lo strumento giusto per il reclutamento dei docenti. Servono regole di reclutamento diverse – afferma il segretario Uil Scuola Basilicata Luigi Veltri – partendo da un percorso di formazione che valorizzi ciò che è stato messo in essere con la firma di un contratto a tempo determinato. Dopo 3 anni di servizio, così come la Direttiva Europea 1999/70/CE indica, può essere trasformato a tempo indeterminato». Veltri annuncia la nomina della nuova referente della Uil Scuola per la provincia di Matera nella persona di Angela Maria Andrisani.

Questa, in sintesi, la proposta Uil Scuola per la risoluzione del precariato:  Stabilizzazione con un nuovo piano di reclutamento che nella fase transitoria assuma con concorsi per titoli e servizio tutti coloro che vantano un’esperienza lavorativa di almeno 3 anni di servizio, con formazione in itinere ed esame finale con assunzioni a tempo indeterminato;  contratti a tempo determinato triennali (da stabilizzare nel triennio), attraverso appositi percorsi formativi e di valutazione periodica e finale che ne prevedano la stabilizzazione alla fine dei tre anni. In questo modo si garantirebbe la continuità didattica, il superamento dello squilibrio territoriale tra domanda ed offerta di lavoro e un sistema di reclutamento finalmente in grado di rispettare i tempi della scuola; organici triennali per superare la distinzione tra organico di diritto e di fatto rendendo tutti i posti liberi e vacanti utili per l’assunzione a tempo indeterminato e determinato con contratti triennali.

 I numeri del precariato: per l’a.s. 2020/21, a fronte di 84.808 posti vacanti disponibili tra posti comune e posti di sostegno, sono stati assunti solo 19.294 docenti. Sono 65.514 i posti non assegnati al ruolo e coperti con contratti di supplenza fino al 31/08/2021. A questi si sono aggiunti 14.142 posti con contratto al 30 giugno 2021 (posto comune e disciplina) e circa 77.000 posti in deroga di sostegno, mentre circa 40.000 sono stati i contratti del personale c.d. “Covid”. A questi numeri si dovranno aggiungere, per l’a.s. 2021/22, 35.090 posti vacanti a seguito dei pensionamenti. Complessivamente saranno almeno 100.000 i posti vacanti e almeno 120.000, se non di più, le supplenze che dovranno essere assegnate anche per l’a.s. 2021/22.