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Aggrediscono e rapinano un loro compagno, due arresti a Lavello

Gli arrestati, originari del Ghana, si sono scagliati con un giovane del Mali

I Carabinieri della Stazione di Lavello hanno arrestato in flagranza di reato due persone di origini ghanesi, di 32 e 34 anni, responsabili di rapina aggravata in concorso, lesioni personali aggravate e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

I fatti si sono verificati nella mattinata di giovedì scorso, 17 giugno, quando i Carabinieri, impegnati in un servizio di controllo del territorio, su segnalazione telefonica di alcuni residenti, sono subito intervenuti in località “Gaudiano” di Lavello, dove un terzo cittadino, 23enne, originario del Mali, era stato aggredito e rapinato dai due ragazzi ghanesi.

Appena giunti sul posto, i militari hanno identificato la vittima, la quale, nel descrivere quanto accaduto, ha riferito di essere stata aggredita, minacciata con coltelli a punta e derubata del proprio telefono cellulare.

Immediatamente gli uomini dell’Arma si sono messi alla ricerca dei due aggressori, rintracciandoli in una località poco distante dal luogo dell’evento criminoso. Una volta bloccati, sottoposti a perquisizione personale, sono stati sorpresi in possesso di 7 coltelli a punta, utilizzati per minacciare il malcapitato, nonché, all’interno di uno zaino in uso a uno dei due, è stato ritrovato il telefono cellulare, del valore di 200 euro circa, sottratto poco prima. I coltelli sono stati sequestrati, mentre il cellulare è stato restituito al legittimo proprietario.

Alla base dell’evento, che ha coinvolto i tre individui, quali braccianti agricoli stagionali, regolarmente presenti sul territorio nazionale, vi sarebbero dei futili motivi. Il 23enne, a causa delle lesioni riportate, è stato sottoposto alle cure mediche dei sanitari, i quali gli hanno prescritto alcuni giorni di prognosi.

All’esito degli accertamenti, una volta stabilite le responsabilità dei due stranieri in ordine ai suddetti reati, questi ultimi sono stati dichiarati in stato di arresto e accompagnati nella Casa Circondariale di Potenza.

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