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Appalti a Tempa Rossa, la Total renda pubblici gli atti di gara

Dopo due mesi dalla scadenza del bando per l’affidamento di lavori in area logistica e sollevamento è intollerabile il silenzio della multinazionale

Una gara, quella per la logistica e servizi di sollevamento da circa 5 milioni di euro, che continua ad offrirci pagine di enigmistica. A bandirla la Total per l’impianto di Tempa Rossa. Scaduti i termini di consegna dei plichi, il 27 aprile scorso alle ore 17, si verifica la prima stranezza. Pochi minuti dopo la chiusura dei termini la multinazionale invia una mail alle aziende partecipanti: la scadenza è prorogata alle ore 23.50. Perché? Chi ha consegnato il plico dopo la scadenza? E per quale motivo? Chiediamo spiegazioni, ma a distanza di due mesi, nessuno chiarisce. L’apertura delle buste sarebbe avvenuta, come previsto, il 15 maggio. Da allora nessuna aggiudicazione ufficiale della gara.

Anzi, per evitare problemi alle attività di logistica e sollevamento, la Total proroga fino al 30 giugno il contratto con l’azienda che forniva già quei servizi, la Cds.

Probabilmente la gara sarebbe stata aggiudicata all’Ati Donnoli-Dandrea-Carone, legittimamente – per carità – ma qualcosa va storto. E che cosa va storto? La rivelazione a mezzo stampa della proroga dei termini di consegna dei plichi a partita chiusa, crea imbarazzo nella multinazionale e anche qualche preoccupazione. Ma nel frattempo si verifica un’altra circostanza che aggiunge criticità a tutta la faccenda.

Il 21 maggio usciamo con un articolo che svela un’anomalia nell’attività di trasporto e fornitura dell’acqua industriale a Tempa Rossa. La Donnoli Group preleva acqua da un affluente del fiume Sauro, sembra a gratis, per venderla ai francesi. La Regione Basilicata qualche giorno dopo diffiderà i Donnoli e chiederà spiegazioni. Sulla vicenda ancora nulla è stato chiarito. Anche questo episodio provoca imbarazzo alla Total in relazione all’affidamento dell’appalto all’Ati Donnoli-Dandrea-Carone. In base ai criteri di selezione che la Total adotta per la scelta delle aziende fornitrici, in base al codice di comportamento e agli altri documenti relativi alla trasparenza e alla responsabilità sociale, “l’incidente” capitato alla Donnoli peggiora la situazione. Per motivi meno gravi la Total avrebbe già revocato in passato contratti con altre aziende.

A proposito di quella diffida stiamo ancora aspettando chiarimenti dalla Regione Basilicata.

Su quella gara si sono scontrati imprese e politici di riferimento. Incontri, tentativi di accordo, fino a quella che sarebbe stata la decisione finale suggerita alla Total per mantenere gli “equilibri sul territorio”.

In questi ultimi giorni pare ci sia stata una riunione del solito tavolo tra sindacati, Total, Regione Basilicata. Alcune fonti ci riferiscono di una furibonda paternale al rappresentante della multinazionale che non avrebbe fornito risposte convincenti circa le notizie di anomalie nella gestione del personale in alcune aziende dell’indotto. Ai francesi sarebbero anche stati chiesti chiarimenti in ordine alla gara non ancora aggiudicata e ai contratti in essere con aziende che non risponderebbero più ai requisiti di trasparenza e legalità necessari per lavorare con la Total. Sarebbe doveroso che alle riunioni di questi tavoli seguisse un comunicato di informazione per l’opinione pubblica, sempre, non solo quando conviene.

Intanto, pare che Dandrea si stia muovendo con i suoi mezzi in direzione Tempa Rossa: vuoi vedere che finalmente hanno chiuso le procedure di gara e che le nostre previsioni circa gli aggiudicatari erano esatte? Se così fosse, il dubbio che anche su questa partita la politica avrebbe svolto un ruolo decisivo, comincerebbe a sciogliersi. Aspettiamo che dagli uffici di via della Tecnica a Potenza qualcuno risponda al telefono. Nel frattempo si rendano pubblici gli atti di gara.