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Basilicata, Commissione Pari Opportunità chiede di vietare lavoro nei campi nelle ore più calde

Si faccia come in Puglia: stop dalle ore 12,30 alle ore 16, fino al 31 agosto 2021

“Considerate le elevate temperature estive, la Crpo ritiene che l’adozione immediata di un’ordinanza oltre a tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori in agricoltura, avrebbe comunque il valore di un’iniziativa volta a contrastare il caporalato”

La Commissione Regionale Pari Opportunità di Basilicata in una lettera al Presidente Bardi ha chiesto l’immediata adozione di un’ordinanza che, come avvenuto in Puglia, vieti il lavoro agricolo “in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12,30 alle ore 16, fino al 31 agosto 2021”, nei giorni in cui la mappa del rischio indicata sul sito worklimate messo a disposizione dall’Inail, segnali un livello di rischio alto, con sanzioni per chi non osserva gli obblighi di legge.

Infatti nei giorni scorsi, in provincia di Brindisi, un bracciante 27enne originario del Mali, è morto tornando a casa dopo diverse ore passate al lavoro nei campi; altri decessi, dovuti anche alle temperature torride, si sono verificati nel Salento. Ne è seguita l’ordinanza del Governatore Emiliano.

“Ricordiamo che le donne che lavorano in agricoltura, numerose anche sul nostro territorio regionale – precisa Perretti -, sono in condizioni di maggiori fragilità, e soffrono particolarmente queste condizioni proibitive di lavoro. L’elevata temperatura, l’umidità, la prolungata esposizione al sole, le espongono a rischio di stress termico e colpi di calore con esiti anche letali. Ricordiamo la vicenda di Paola Clemente, che il 13 luglio 2015 morì stroncata da un infarto in un vigneto di Andria. La sua morte accese i riflettori sullo sfruttamento dei lavoratori nei campi e, un anno dopo, portò alla legge anti-caporalato”.

“Considerate le elevate temperature estive, soprattutto nelle zone agricole della Basilicata, la Crpo – conclude Perretti – ritiene che l’adozione immediata di un’ordinanza dai contenuti simili a quella pugliese, oltre a tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori in agricoltura, avrebbe comunque il valore di un’iniziativa volta a contrastare il caporalato”.