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Basilicata, occorre un piano vaccinale per i braccianti stagionali

Simonetti: La Regione programmi con le parti sociali e le altre regioni contermini le iniziative necessarie

In molti territori del nostro Paese sono in corso di attuazione gli interventi di vaccinazione anche dei lavoratori agricoli, compresi gli stagionali che si muovono in rapporto alle campagne di raccolta dei prodotti agricoli. Esperienze significative sono in corso nelle regioni meridionali anche nell’ambito dei progetti di inclusione, integrazione finanziati dalla UE.

In Puglia sono stati organizzati centri vaccinali nell’area di Foggia da parte delle organizzazioni che rientrano negli Enti bilaterali delle parti sociali agricole. Nella fase di inizio del picco del reclutamento dei lavoratori stagionali nell’area del Bradano e del Metapontino, oltre alle al settore della pastorizia, zootecnia e industria casearia, risulta decisivo predisporre un piano regionale di vaccinazione dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Gli interventi in fase di attuazione per l’accoglienza, trasporti e servizi dovrebbero essere accompagnati, per rendere sicuri i luoghi di lavoro e di residenza, delle misure vaccinali così come previsto nei protocolli ed in fase di attuazione nell’industria e nei servizi.

E’ opportuno che gli incontri fissati anche dalle Prefetture, per accoglienza e lotta al caporalato, riescano a produrre interventi concreti. Nel 2020 furono assunti 22 mila lavoratori stagionali, il 60% stranieri regolari in particolare nel Bradano e nel Metapontino. A questa platea si sommano i 24 mila residenti stranieri con regolare permesso di soggiorno. Occorre un monitoraggio rispetto alle vaccinazioni effettuate per garantire l’efficacia del piano di immunizzazione.

Pietro Simonetti Tavolo Nazionale anticaporalato/Ministero del Lavoro