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Cemento sulla costa di Maratea: “opere realizzate a Fiumicello impattanti e fuori contesto”

Legambiente: Bisogna sospendere subito i lavori e se si accertasse l'abuso si intervenga immediatamente per mitigare il danno"

Legambiente Basilicata interviene sulla costruzione di una struttura in cemento sulla spiaggia di Fiumicello a Maratea. Di seguito il comunicato stampa.

“Le immagini di ruspe e movimento terra, diffuse sui social per testimoniare i lavori nella pertinenza dell’Hotel Santavenere, ci hanno allarmato, come sempre accade quando il tutto avviene a ridosso della linea di costa, e ancor di più, in una delle aree di maggior pregio ambientale e naturalistico di Maratea.

D’altro canto, l’intervento immediato della stampa produceva la consueta e giusta attenzione delle Istituzioni, concretizzatasi in sopralluoghi e pubbliche dichiarazioni.

Solo nella giornata di ieri, però, abbiamo avuto contezza dell’entità della “tettoia” che si andava realizzando e non possiamo che esprimere tutto il nostro disappunto e la nostra disapprovazione per una struttura così impattante e fuori contesto.

A conferma di ciò, e foriero di grande preoccupazione, è arrivato, poi, tramite comunicati ufficiali, l’esito dei sopralluoghi del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, i cui tecnici hanno evidenziato come la struttura, ormai realizzata è di circa 1.000 metri quadri, non ha le caratteristiche per essere ricompresa tra gli interventi che non necessitano dell’autorizzazione paesaggistica per la loro esecuzione, come del resto aveva riscontrato anche la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata qualche giorno prima. È ormai chiaro a tutti il tentativo operato dalla committenza di sfruttare una legge di semplificazione in materia paesaggistica del 2017, la cui ratio era quella di evitare pastoie burocratiche ad interventi di piccola entità e limitati nel tempo, per realizzare una struttura, e la sottostante pavimentazione in legno dell’estensione di circa 1.200 mq, che altrimenti non sarebbe mai stata autorizzata.

Quello che ci lascia oltremodo basiti, però, è lo scaricabarile in corso tra tutti gli enti preposti alla vigilanza ed al controllo.

Poiché si tratta di un’opera vicina alla linea di costa, a questo punto, è lecito porsi tutta un’altra serie di domande rispetto ad adempimenti che da anni vengono richiesti ai concessionari dei lidi: è stato effettuato il deposito dei calcoli strutturali dell’opera al Genio Civile, necessari proprio a garantire la sicurezza degli utenti in caso di forte vento? Il demanio marittimo ha autorizzato tali nuove opere e l’occupazione dell’area? E’ stato acquisito il parere favorevole dell’Agenzia delle Dogane per la modifica alla linea di costa?

Inoltre, dai video postati sui social si vedono chiaramente diversi mezzi d’opera pesanti al lavoro su quel cantiere, ma per effettuare quali lavori, visto che la tettoia pare essere in legno lamellare e non necessita certo dell’utilizzo di ruspe e bobcat?

Piuttosto, dal confronto tra immagini aeree è evidente anche la creazione di una vera e propria pista a ridosso del muro di contenimento sulla scogliera, la modifica rilevante della scogliera stessa e lo scarico di numerosi massi in mare, oltre che la “creazione” di una nuova spiaggetta in direzione nord. Poiché siamo a conoscenza della complessità dell’iter necessario per effettuare il ripascimento degli arenili, che lì forse non c’è mai comunque stato, non crediamo che si tratti di interventi ed opere autorizzate, che tuttavia continuano indisturbate pur dopo i numerosi sopralluoghi eseguiti.

A questo punto, qualora si accertasse, come pensiamo, la non congruità degli interventi realizzati a quanto previsto in quell’area, risulterà necessario porre rimedio per quanto possibile alle gravi alterazioni apportate da quelle opere.

Legambiente Basilicata e Legambiente Maratea continueranno a seguire con attenzione e non poca apprensione il proseguimento di questa non poco complicata vicenda, ricordando che, se gli imprenditori turistici devono poter contare su tempi certi e celeri per il rilascio delle autorizzazioni urbanistiche e ambientali, necessari per lavorare al meglio, da un lato devono essere trattati tutti allo stesso modo e, dall’altro, non devono e non possono prescindere dal rispetto dei vincoli paesaggistici ed ambientali, come sottolineato anche dalla Regione Basilicata.

Vincoli che hanno preservato negli anni il nostro territorio dalla speculazione edilizia, rendendolo nello stesso tempo interessante agli imprenditori che vogliono investire su di esso. La stessa tutela che ha permesso a Maratea di conquistare in trenta anni 25 Bandiere Blu e le rinomate 5 Vele di Legambiente e Touring Club Italiano, oltre che fregiarsi del titolo di Perla del Tirreno. Tenendo sempre presente che vigilanza e controlli sono elementi chiave di un’azione amministrativa faticosa ma imprescindibile per garantire legalità e sostenibilità ambientale.

Maratea