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I sindacati? “Ormai sono ‘camerieri’ del Gruppo Stellantis”

La voce ‘profonda’ di un operaio a poche ore dall’incontro al Ministero sul ‘futuro’ dell’automotive

“In Francia faranno 1300 nuove assunzioni, mentre a Melfi non riusciamo neanche a fare i giorni di lavoro necessari a raggiungere il rateo mensile”. Sono le 13:30, il clima è afoso e un gruppo di operai Stellantis sta per varcare i cancelli per un nuovo turno. Tra di loro un lavoratore mette il dito nella piaga, alla vigilia dell’atteso incontro di domani, a Roma, tra Governo, vertici aziendali e parti sindacali. “Fingono e ci prendono in giro”

“Sa di cosa parleranno domani a Roma, al Ministero dello Sviluppo economico? Parleranno di transizione alle auto elettriche”, suggerisce il lavoratore, “mentre i problemi concreti di noi operai rimarranno fuori dalla discussione”, mette in guardia. Già, e parliamone allora. “Da più di un mese – sottolinea – tra cassa integrazione covid, a cui si sommerà a breve quella ordinaria e le ferie ‘forzate’, molti di noi non stanno raggiungendo quelle 12, 13 giornate al mese necessarie a maturare il rateo mensile, da cui dipendono tredicesima, premi di produzione e ferie…”.

Un indebolimento delle buste paga già in parte avvenuto e che non lascerebbe ben sperare in chiave futura. E poi, il problema dei problemi, che il lavoratore di S. Nicola di Melfi non esita a nominare. “Da alcuni mesi si parla di ridimensionamento, del taglio di una linea produttiva. Abbiamo fatto due manifestazioni e i nostri sindacati non hanno né confermato né smentito ciò di cui ormai si parla, senza pudore e senza alcun dubbio, tutti i giorni in fabbrica,”.

Quindi l’attacco a segretari e rappresentanti sindacali. “Nei comunicati che diramano – osserva l’operaio – assicurano che non ci saranno tagli, licenziamenti, né ridimensionamenti della capacità produttiva, ma questa rassicurazione come si concilia con l’annunciato smantellamento di una linea?”. Di qui la sensazione di essere trattati non come lavoratori, ma come “un gregge” di pecore al pascolo. “Ci rassicurano per tenerci buoni, per non alimentare la coscienza operaia, ma in realtà si continueranno a muovere come ‘camerieri’ del Gruppo Stellantis”.

C’è malcontento e rassegnazione in buona parte della base operaia. “Ormai lavoriamo a testa bassa, come dei condannati che aspettano impazienti solo l’ora della sentenza”. E puntando lo sguardo a domani pomeriggio, all’incontro romano con i ministri Giorgetti e Orlando, il lavoratore non usa giri di parole. “Si discuterà di massimi sistemi, di transizione all’elettrico, e non uno dei temi concreti di cui le ho parlato, emergerà dal tavolo. Scommettiamo?”

Staremo a vedere. A titolo di cronaca, l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico è previsto domani, martedì 15 giugno, nel pomeriggio. Quindi tra poco più di 24 ore scopriremo se le paure dell’operaio risulteranno infondate o se anche questa volta ci ha visto giusto.