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Referendum legalizzazione eutanasia: niente vacanze per i diritti

Anche in Basilicata cresce il numero delle persone coinvolte direttamente nella promozione dell'iniziativa

La campagna referendaria per raccogliere 500.000 firme entro il 30 settembre al fine di indire il referendum abrogativo su parte del testo dell’art. 579 c.p., rubricato “omicidio del consenziente”, è entrata finalmente nel vivo e presto anche la Basilicata farà la sua parte.

Anche nella nostra regione, infatti, il numero delle persone coinvolte direttamente nella promozione del referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia è in continua crescita e vede protagonisti, oltre ad alcuni esponenti politici locali di varia provenienza partitica, soprattutto persone della società civile: cittadini che non hanno nessuna intenzione di imporre il proprio sistema di valori ad altri, magari in una condizione svantaggiata.

Nonostante la Corte Costituzionale italiana nel settembre 2019 nell’ambito del processo a Marco Cappato, reo di aver accompagnato DJ Fabo a morire in Svizzera, abbia dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 580 c.p. in nome dell’inviolabilità della libertà personale (art. 13 Cost.) e del principio enunciato dall’art. 2 Cost. che pone al centro della vita sociale l’uomo e non lo Stato, ad oggi in Italia l’eutanasia risulta illegale.

Alla luce di questa sentenza, l’incoerenza normativa non è stata ancora corretta. È questo il senso di questo referendum: superare parte del testo dell’art. 579 c.p. per poter quindi legalizzare e regolamentare l’eutanasia.

Se i leader dei maggiori partiti politici preferiscono non prendere posizione per non perdere consensi, la società civile ha le idee abbastanza chiare: l’ultima indagine sul tema che risale al 2019 svolta da Swg ci restituisce un quadro non scontato.

Solo l’8% degli intervistati si dice contrario all’eutanasia a priori, il 45% si esprime a favore e il restante 47% sarebbe d’accordo a determinate condizioni sancite dalla legge quindi sarebbe disposto ad ascoltare e a partecipare ad una discussione.

Le percentuali di questa rilevazione non lasciano dubbi: i diritti sono trasversali perché riguardano tutti, gli elettori di destra, di sinistra, i centristi, gli anarchici ma anche una parte consistente della comunità cristiana, sicuramente in nome del libero arbitrio.

Il Parlamento italiano ha iniziato a discutere su questo tema soltanto nel 2016 ma senza arrivare ad una sintesi concreta. Nella scorsa legislatura le proposte di legge erano sei, di cui una di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 67.000 cittadini tramite l’Associazione Luca Coscioni.

È importante ribadire che ai firmatari del referendum non sarà chiesto se vogliano praticare l’eutanasia per sé ma se intendono recepire le istanze di quei cittadini che hanno una malattia grave e incurabile o che sono affette da dolori cronici che provocano in loro una situazione di incapacità permanente.

Sarà possibile firmare nella maggior parte dei comuni lucani presso i banchetti che saranno organizzati (il calendario dei banchetti sarà sempre aggiornato sulla pagina Facebook:  a partire da Potenza sabato 3 luglio dalle 9:30 alle 13:30 in Piazza Mario Pagano e, sempre nella stessa giornata, dalle 16 alle 19 presso il Polo Acquisti Lucania. Domenica 4 sarà possibile firmare a Miglionico dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 20 presso Piazza Unità d’Italia e a Pietrapertosa in Piazza Garibaldi dalle 9:30 alle 13:30.

Sarà possibile, inoltre, sottoscrivere la proposta di referendum anche presso gli uffici competenti del proprio municipio.

#LiberiFinoAllaFine #ReferendumEutanasiaLegale

Comitato promotore lucano per il referendum sull’eutanasia legale