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Radioterapia ospedale Potenza, “macchinario vecchio spacciato per nuovo”: sequestro di beni per la società fornitrice

Il gip di Potenza, dopo le indagini della Procura, dispone il provvedimento per la Foralì’ srl e tre persone

Il Gip di Potenza, al termine di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e delegate ai carabinieri del Nas ha disposto il sequestro preventivo di 529.400,00 euro nei confronti dell’azienda “Foralì’ srl Unipersonale, con sede legale in Parma e di altre tre persone gravemente indiziate di aver fornito, all’ospedale San Carlo di Potenza, un macchinario per la radioterapia di “seconda mano” spacciandolo per nuovo e di ultima generazione.

Le investigazioni coordinate dalla Procura di Potenza-spiega il procuratore capo Francesco Curcio-  hanno permesso di accertare, a livello di gravità indiziaria, i reati di truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e falsità ideologica, commessi in danno dell’Azienda Ospedaliera Regionale Ospedale “San Carlo” di Potenza, dalla società “Foralì di Parma. Oggetto dei delitti – secondo la Procura – era la fornitura di un sistema per radioterapia, nella fattispecie l’acceleratore “Clinax IX 4082” (produzione 2008) consegnato alla struttura sanitaria potentina nell’agosto del 2016, che all’esito degli accertamenti svolti è risultato di “seconda mano”, cioè già installato in altra clinica in Svezia, invece di essere, come da contratto e capitolato di gara, apparecchiatura nuova di fabbrica e con caratteristiche tecniche di ultima generazione, e stabilito alla stipula del contratto. In data 5 dicembre 2017 l’Azienda Ospedaliera liquidava la fornitura con un versamento complessivo di 2.231.868,00 milioni di euro.

Il decreto di sequestro preventivo delle somme di danaro, pari ad un valore di 529.400,00 euro è riferito alla differenza tra la somma pagata dalla “Foralì’ per l’acquisto del sistema usato e quanto liquidato dall’Azienda Ospedaliera. Il provvedimento del Gip, dunque, attraverso il sequestro consente allo Stato di recuperare il profitto del reato, sottraendolo a chi lo ha commesso.

Il sequestro, oltre che nei confronti dell’azienda fornitrice è stato disposto anche nei confronti di Carlo Quinto Degano, legale rappresentante della “Foralì, Stefano Alì già legale rappresentante dell’impresa “Ignazio Alì” e  Ignazio Alì, già legale rappresentante della “Foralì Srl”.