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Rapporto Svimez: il Sud e la Basilicata fermi, il resto d’Italia riparte

Il commento del consigliere regionale Cifarelli (Pd)

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Di seguito il comunicato stampa del consigliere regionale Roberto Cifarelli, Pd sul Rapporto Svimez.

“Le anticipazioni sul rapporto Svimez 2021 su economia e società del Mezzogiorno per il biennio 2021-2022 tracciano un quadro poco rassicurante circa la ripresa post pandemia del Sud Italia e della Basilicata in particolare. Nord e Sud uniti nella crisi, ma le regioni meridionali arrancano nella ripartenza. Infatti, “mentre il Centro-Nord con la ripresa 2021-22 recupererà completamente il PIL perso nel 2020, il Mezzogiorno a fine 2022 avrà ancora da recuperare circa 1,7 punti di PIL che si sommano a circa 10 punti persi nella precedente crisi e non ancora recuperati”.

In questo contesto la Basilicata troverà maggiori difficoltà a rialzarsi. Sempre secondo la Svimez, la proiezione di crescita per il 2021 è pari a +2,8%, inferiore al dato medio meridionale (+3,3%) e italiano nel suo complesso (+4.7%). L’occupazione aumenterà nel 2021 dell’1,7%, sostanzialmente in linea con l’aumento medio del Sud Italia e del Paese e anche la spesa delle famiglie aumenterà del 2,9% , inferiore però al dato nazionale (+3,2%). Questi indicatori tenderanno ad una leggera diminuzione sia rispetto al Mezzogiorno, sia rispetto all’Italia anche per il 2022. Pertanto non c’è da stare allegri, ma, al contrario, ci sarebbe la necessità di lavorare alacremente per invertire il trend negativo.

Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza le risorse destinate al Sud ammontano al 40% ovvero circa 82 miliardi di euro; se a queste sommiamo le risorse già stanziate dal nuovo ciclo di programmazione della politica di coesione 2021-2027, emerge un ingente quadro di risorse economiche disponibili che potrebbero determinare realmente una crescita economica territoriale senza precedenti. Risulteranno pertanto decisive le politiche pubbliche che saranno adottate e la capacità espansiva che riusciranno a determinare in termini di ricchezza territoriale, occupazionale e produttività. Purtroppo da questo punto di vista la Regione Basilicata è all’anno zero.

La mancanza di un Piano Strategico di Sviluppo Regionale, annunciato ma mai presentato e discusso, l’assenza di una visione d’insieme sul dove portare la Basilicata nel prossimo futuro, l’approssimazione con la quale si affrontano temi cruciali come la transizione energetica, la transizione digitale, i nuovi modelli di sviluppo economici eco sostenibili da implementare, l’incapacità di comprendere la trasformazione ( post –covid) del rapporto centro – periferia con particolare rilevanza ad un rinnovato sistema di servizi di cura e assistenza socio-sanitaria da assicurare in egual modo a tutti i cittadini lucani, confermano il vicolo cieco in cui la maggioranza regionale di centrodestra ha portato la comunità lucana nel suo insieme.

Da tempo facciamo rilevare che senza una coerente politica di programmazione, di complementarietà degli obiettivi da raggiungere e infine di monitoraggio della spesa, le risorse economiche da distribuire sotto forma di incentivi non determina di per sé crescita economica e sociale, ma si qualificano come mero speco di opportunità.

La Svimez consapevole del rischio che corre non solo il Sud Italia, ma l’intero sistema Italia, propone la creazione di “Centri di Competenza Territoriale formati da specialisti nella progettazione e attuazione delle politiche di sviluppo, anche in raccordo con le Università presenti nel territorio, in grado di supportare le amministrazioni locali”.

Nei mesi scorsi anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo proposto al Presidente Bardi e alla sua maggioranza di raccogliere la sfida lanciata dall’Europa e dal governo nazionale con il PNRR e, quindi, di coinvolgere tutte le forze sociali, economiche e culturali presenti sul territorio lucano ed insieme ad esse discutere e condividere obiettivi di crescita e di coesione oramai indispensabili per la Basilicata. Finora, al di là di qualche iniziativa estemporanea, il centrodestra lucano del cambiamento ha fallito e declassato le aspettative e le speranze dei cittadini lucani in anonimi afflati demagogici senza costrutto. Relegando di fatto la Basilicata in una terra dal glorioso futuro dietro le spalle. Si è perso troppo tempo. Ora, quindi, occorre correre e recuperare quanto possibile per provare a smentire le previsioni Svimez.

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