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Regione Basilicata, dipendenti in stato di agitazione

Cgil, Cisl e Uil aprono una vertenza permanente

Sul versante della gestione del personale alla Regione Basilicata “si stanno consumando reiterate negazioni di diritti e la disorganizzazione è all’estremo. Da mesi, il sindacato sollecita il pagamento della produttività 2019 e l’avvio delle procedure per le progressioni economiche 2020, ma sinora gli impegni presi dalla Delegazione di parte pubblica sono stati sempre disattesi e per questo motivo le responsabilità dirigenziali vanno immediatamente sanzionate”. E’ quanto affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una nota congiunta.

“La stessa Giunta regionale-spiegano i sindacati- non è esente da responsabilità grave per il mancato avvio del processo di riorganizzazione dei servizi regionali, compresa l’assegnazione delle posizioni organizzative. Le responsabilità sono dunque diffuse, a livello politico e dirigenziale, ed i dipendenti regionali nonché i cittadini non possono pagare prezzi altissimi per tali reiterate inadempienze.

Per questi motivi Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione e chiedono “l’immediato pagamento della produttività 2019, le selezioni per le progressioni orizzontali 2020, le selezioni per le progressioni verticali con riserva del 50%, le stabilizzazioni dei precari laureati e diplomati in possesso dei requisiti di legge, nonché l’attribuzione delle posizioni organizzative”.

Le organizzazioni sindacali aprono dunque “una vertenza permanente con la Regione Basilicata e la manterranno fino a quando non saranno adottati tutti i provvedimenti che eliminano tutte le inadempienze sopra denunciate”.