Quantcast

Afghanistan, medico afghano arrivato a Roma: “Kabul distrutta”

La testimonianza di un dottore appena atterrato a Fiumicino: "I talebani stanno girando casa per casa, cercano i miei colleghi. Ci sentiamo traditi"

L’aereo dell’Aeronautica Militare con 74 persone a bordo proveniente da Kabul è atterrato a Fiumicino alle 14.28. Il Kc767 ha riportato in Italia le 74 persone che hanno lasciato il Paese dopo l’avanzata dei Talebani: si tratta di personale dell’ambasciata, connazionali che si trovavano in Afghanistan ed una ventina di ex collaboratori afghani a rischio ritorsioni se fossero rimasti in Patria. E’ il primo volo del ponte aereo messo a punto dalla Difesa per evacuare i connazionali dall’Afghanistan.

Era partito ieri sera da Kabul: si tratta del primo volo di evacuazione nell’ambito del ponte aereo messo a punto dalla Difesa dopo la rapida avanzata dei Talebani in Afghanistan.

“Abbiamo lasciato Kabul distrutta, dopo 20 anni abbiamo fallito totalmente”. Lo dice ai giornalisti, appena atterrato a Fiumicino con il volo dell’Aeronautica Militare, un medico afghano che lavora per l’agenzia italiana della cooperazione e lo sviluppo. “Abbiamo lasciato gente in Afghanistan senza sapere cosa gli accadrà – continua – i nostri colleghi stanno morendo lì, i talebani stanno girando casa per casa, cercano i miei colleghi”.

“Il futuro dell’Afghanistan va chiesto a chi per 20 anni è stato lì – aggiunge il medico – chi ha collaborato con noi sta per morire, ci sentiamo traditi. Noi siamo sicuri ma abbiamo lasciato migliaia persone e famiglie che rischiano la vita, senza medicine, senza cure. Un disastro totale”. (Adnkronos)

“Testimoni oculari hanno affermato che alcune persone sono state uccise e altre ferite nella sparatoria e nella calca all’aeroporto di Kabul”, scrive l’agenzia di stampa afghana Tolo News in un tweet. In un video diffuso su Facebook si vedono almeno tre persone, tra cui una donna, distesi a terra in prossimità della pista dell’aeroporto. Potrebbero essere stati travolti dalla folla, ma non ci sono certezze.