Quantcast

Bolognetti (Radicali): “il Green pass è incostituzionale”

Il segretario lucano terrà un walk around a Melfi nella giornata di domani, 11 agosto

Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, in una nota, annuncia la sua azione di protesta pacifica contro il Green Pass.

Di seguito il comunicato stampa.

“Mercoledì 11 agosto, a partire dalle ore 17.30, terrò un walk-around per le vie del centro storico di Melfi. Ancora in piazza per affermare che la scelta del nostro Governo di introdurre il cosiddetto Green Pass è una scelta scellerata e incostituzionale, discriminatoria e non supportata da buone ragioni dal punto di vista scientifico. Una scelta che ci fa percorrere un ulteriore step verso una già fin troppo attuale e presente svolta autoritaria in materia di politiche sanitarie.

Come giustamente osservato da alcuni giuristi, che hanno firmato un documento dell’Osservatorio permanente sulla legalità costituzionale, c’è un “dovere costituzionale e comunitario di disapplicazione del cosiddetto Green Pass”. Le condizioni imposte per ottenere questa sorta di “passaporto” fanno letteralmente a pugni con la più volte citata risoluzione del Consiglio d’Europa del 27 gennaio 2021, nella quale si esplicita con chiarezza che nessuno dovrebbe essere discriminato per aver deciso di non farsi inoculare sieri autorizzati, gioverà ricordarlo, a condizioni ai sensi del regolamento 507/2006 della Commissione Europea. Stiamo parlando di farmaci che alcuni scienziati definiscono dei non vaccini o “vaccini imperfetti”; vaccini non sterilizzanti, rispetto ai quali si afferma erroneamente che “immunizzano”.

Non a caso la sopra citata risoluzione ha recepito un emendamento nel quale con chiarezza si afferma la contrarietà del Consiglio all’utilizzo dei passaporti vaccinali, oggi definiti Green Pass: “use vaccination certificates only for their designated purpose of monitoring vaccine efficacy, potential side-effects and adverse events”. Anche se in molti preferiscono dimenticarlo e farlo dimenticare, la stessa OMS, il 6 aprile 2021, così si era espressa attraverso la sua portavoce Margaret Harris: “In questa fase non vorremmo vedere i passaporti per le vaccinazioni come un requisito per l’ingresso o l’uscita perché non siamo sicuri in questa fase che il vaccino prevenga le trasmissioni”.

L’Osservatorio sulla legalità costituzionale non ha mancato di sottolineare quel che da tempo vado affermando e cioè che “le tre le condizioni certificate dal “Green pass” non sono garanzia scientifica di non contagiosità”. È del tutto evidente che, attraverso l’utilizzo di uno strumento ricattatorio, discriminatorio e insensato, il nostro Stato miri ad introdurre surrettiziamente un obbligo di vaccinazione che non c’è e che, stante le attuali conoscenze su questi non vaccini, non può certo essere introdotto. Il tutto a vantaggio dello Stato stesso che, in tal modo, non si assume alcuna responsabilità. Il cosiddetto consenso informato, sempre più, diventa allo stato dell’arte un consenso estorto e coatto. Il nostro Governo nell’approvare il Green Pass – come opportunamente sottolineato dall’Osservatorio permanente sulla legalità costituzionale – ha incredibilmente “trasferito poteri di Polizia in capo a soggetti del tutto sprovvisti di qualifiche”. Nel ribadire tutta la mia inquietudine per una emergenza sanitaria che, come avevo previsto, ha determinato un aggravamento della pregressa emergenza democratica, osservo con sconforto e preoccupazione il montare di un clima da caccia all’untore, caccia all’eretico e caccia alle streghe. Attraverso una irresponsabile, ma di certo voluta, campagna di comunicazione a reti unificate e senza contraddittorio, si stanno inoculando nelle vene della nostra società odio e rancore; si additano eretici, reprobi, disertori e renitenti. Sarscov2 si è trasformato da problema sanitario (affrontato malissimo) in una religione, con i suoi sacerdoti e le sue vestali che provano a convertire miscredenti e agnostici a suon di ceffoni e purghe. Con non meno preoccupazione osservo gli atteggiamenti dogmatici di alcuni scienziati di regime. Scienza, vorrei ripeterlo, è metodicità del dubbio. Quando la scienza si fa religione e diventa dogma e manganello di regime non possiamo che preoccuparci e provare ad occuparcene. Ai colonnelli-sanitari, che imperversano nel Paese, dico di stare molto attenti. Questo fascio-komeinismo montante è a dir poco allarmante. Non abbiamo bisogno di guardiani della rivoluzione, ma di ridare dignità alle nostre istituzioni e alla nostra Costituzione. Occorre stare attenti ai modelli che rischiamo di adottare e a sempre possibili svolte autoritarie o a non escludibili nuove forme di totalitarismo.

Maurizio Bolognetti, segretario Radicali Lucani