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Sanità. Ecografie annullate: la macchina è guasta, no, forse, può darsi…

All'ospedale San Carlo di Potenza la mano destra non sa che fa la sinistra. Intanto gli esami non si possono prenotare prima della primavera del 2022 e nessuno sa perché

L’ecografo non funziona. Esami già prenotati, annullati. Nuove prenotazioni bloccate. O almeno questo è quello che il Cup, Centro Unico di prenotazione, è costretto a fare in attesa che si concludano le procedure di gara per l’acquisto di un nuovo macchinario. Tranne poi scoprire che l’ecografo nuovo è arrivato (?) e l’esame (forse) si può fare. Il luogo in cui accade tutto ciò è lo stesso: l’ospedale San Carlo di Potenza. E questa volta siamo testimoni diretti.

Questa mattina mio padre 82enne avrebbe dovuto effettuare una visita urologica con ecografia delle vie urinarie all’ospedale del capoluogo lucano. Ci rechiamo in ospedale e alla cassa Cup, all’atto di regolarizzare la documentazione, mi viene detto che l’ecografia non potrà essere effettuata. Chiedo spiegazioni, anche in virtù del fatto che alle 8.39, prima di partire da casa, ho chiamato lo stesso Cup per avere conferma considerati i rinvii di esami diagnostici e visite avvenuti da marzo 2020 ad oggi nella sanità pubblica lucana.

Alle mie rimostranze l’operatrice di sportello mi invita a recarmi dal responsabile, dottor Garzone, e così faccio. Il dottor Garzone, dopo avermi spiegato che le ecografie in Urologia sono state annullate da tempo, mi spiega le motivazioni. Il macchinario “è rotto da 7 -8 mesi”, e l’acquisto del nuovo non è andato a buon fine in quanto “alla gara pubblica espletata dall’azienda ospedaliera le ditte non hanno risposto” e- facendo una previsione- considerati i tempi tecnici per una nuova gara- “il problema verrà risolto nella primavera 2022”. Inoltre, sempre Garzone, mi spiega che a causa di ciò è impossibile anche solo prenotare una ecografia delle vie urinarie.

Dopo questo colloquio salgo nell’ambulatorio di Urologia dove nel frattempo mio padre si è recato in attesa che io regolarizzassi la documentazione ticket allo sportello. Una volta lì attendiamo che venga chiamato per la visita e quando arriva un’infermiera con i nominativi dei pazienti in attesa, le chiedo se serve fare la visita senza ecografia e soprattutto quando potremo farla. Con mia enorme sorpresa l’operatrice sanitaria mi dice invece che l’ecografia si può fare, che il macchinario nuovo è arrivato, e quando le chiedo come mai al Cup non ne sapevano niente le sue risposte cominciano ad essere, per me, poco convincenti. Tuttavia mi invita a ritornare alle casse per regolarizzare la documentazione per l’ecografia. Quindi ritorno dal dottor Garzone e lo informo che il macchinario per l’ecografia c’è. Dalla sua reazione presumo di avergli dato io la bella notizia ma mi conferma che fino ad allora non ne sapeva niente e mi mostra, avvilito, a debita distanza da fare in modo che i dati anagrafici non siano da me leggibili, alcuni fogli con nominativi sbarrati con penna rossa, ovvero gli elenchi delle persone a cui l’ecografia delle vie urinarie è stata annullata. Mi ripete, inoltre, che le prenotazioni nuove sono stati costretti a bloccarle in attesa della nuova strumentazione.

Torno in Urologia, con la documentazione ticket finalmente “a posto” per la visita e per l’ecografia. L’infermiera di prima esce dalla stanza dove mio padre dovrà effettuare la visita e nuovamente mi spiega che il nuovo ecografo c’è, che è in collaudo, poi che funziona e poi che non funziona, che non è stato collaudato, che è roba di pochi giorni e così via accrescendo i miei dubbi su tutta la vicenda.

Mio padre viene visitato, ma senza ecografia che però è viene conteggiata e registrata tra le prestazioni effettuate. E chissà magari sarà anche rimborsata. Terminata la visita ritorno negli uffici del dottor Garzone gli spiego l’accaduto e chiedo chiarimenti, informandolo che avrei richiesto l’intervento dei carabinieri in quanto trovo gravissimo che fino a questo momento ai cittadini sia stato impedito di prenotare l’esame in questione “almeno fino alla primavera 2022”. Lo stesso Garzone, dandomi ragione, mi informa che nella palazzina in cui hanno sede gli uffici amministrativi si trova il posto di Polizia dove mi reco per denunciare tutto.

Nell’ufficio della Polizia, nel mentre rendo le mie dichiarazioni, vengo raggiunta in un primo momento da un uomo dello staff del direttore generale, e dallo stesso dottor Garzone il quale, dinanzi ai due agenti, conferma quanto mi aveva riferito in precedenza. Mentre l’uomo dello staff, immagino in nome e per conto del dg Spera, mi rassicura che il problema verrà risolto. Entrambi dopo questo colloquio vanno via per far poi ritorno successivamente, questa volta in compagnia della direttrice sanitaria la quale ribadisce che faranno le loro verifiche e risolveranno il problema.

Terminato il mio esposto, all’uscita dal posto di Polizia trovo ad attendermi l’uomo dello staff che mi riferisce che i fatti non sono andati proprio così come li ho raccontati e che la direttrice sanitaria vorrebbe parlarmi per spiegarmi cosa sarebbe accaduto in realtà. Come se io non fossi stata testimone diretta dell’accaduto! Prova a chiamarla al telefono, ma la direttrice non risponde. A quel punto, avendo già perso molto tempo, sottratto tra l’altro al mio lavoro, saluto e dopo quasi tre ore mio padre ed io lasciamo il nosocomio con un’unica certezza, avendone già sperimentato in passato, l’inefficienza: con la salute qualcuno, da queste parti, continua a scherzare beatamente.

Chi legge questo giornale sa bene quanta attenzione dedichiamo alle segnalazioni dei cittadini che sempre più incontrano difficoltà nell’accesso alle cure pubbliche e il fatto che sia capitato ad uno di noi non ci esime dal continuare a denunciare. In attesa che chi di competenza faccia, se lo riterrà, chiarezza sull’ecografo in questione, è nostro dovere porre alcune domande in nome e per conto dei cittadini lucani che, lo ripetiamo, hanno diritto ad una sanità degna di questo nome.

Da quanto tempo l’ecografo dell’ambulatorio di Urologia è guasto? Quando è stata espletata la gara per l’acquisto del nuovo macchinario? Perché il Cup non è stato informato dell’arrivo del nuovo macchinario in modo da poter consentire ai cittadini di poter prenotare l’ecografia delle vie urinarie? Quanti cittadini lucani hanno dovuto rinunciare all’esame in questione e magari rivolgersi a un privato per poter vedere garantito il proprio diritto alla salute? Quanto tempo ancora sarebbe dovuto trascorre per informare il Cup che il nuovo macchinario era arrivato? Si può usare tale strumentazione diagnostica non ancora collaudata così come affermato, incautamente, da un’operatrice dell’ambulatorio di Urologia? Che validità può avere un esame effettuato con un macchinario non ancora collaudato? Impedire ai cittadini di prenotare un esame diagnostico solo perché qualcuno si sarebbe dimenticato di avvisare che il problema era risolto è accettabile? E soprattutto è lecito? L’ecografo era veramente rotto o qualcuno si è inventato una soluzione creativa per nascondere ben altri problemi o, peggio, per dirottare i pazienti altrove? E’ vero che ci sono decine di ecografi funzionanti e non completamente e razionalmente utilizzati? A proposito, è vero che il reparto di Urologia è senza primario da circa dieci anni? Fino a quando si continuerà a gestire la sanità pubblica, in questa Regione, senza che nessuno mai sia responsabile di nulla?

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