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Nessuno deve restare senza vaccinazione, no alle schedature dei migranti

Le associazioni scrivono alle autorità regionali lucane e nazionali per chiedere che siano applicati gli stessi diritti dei cittadini italiani

L’Adu- Associazione per la tutela e la promozione dei Diritti fondamentali dell’uomo- insieme e con il supporto dell’Associazione Migranti Basilicata, nonché del Presidio di Libera Vulture- Alto Bradano, scrivono al presidente della Regione Basilicata, all’assessore alla Sanità e alle altre autorità competenti, tra cui il Garante per la privacy nazionale e regionale per chiedere che la campagna vaccinale per i migranti deve essere effettuata alle stesse condizioni dei cittadini italiani e senza discriminazioni. Di seguito la lettera.

“Le scriventi Associazioni avendo appreso dell’avvio della campagna vaccinale per i “migranti impegnati in agricoltura ed altri lavori” organizzata dai soggetti in indirizzo unitamente alla Croce Rossa Italiana a decorrere dal 23 agosto, fanno rilevare quanto segue: nell’avviso a firma del Commissario Straordinario del Comune di Bernalda dott.ssa Iaculli si invitano i coordinatori della Caritas, delle organizzazioni sindacali, dell’Associazione “ Migranti Tutti” di Metaponto e/o di altre associazioni o di altri gruppi di referenti locali a “consegnare gli elenchi dei vaccinandi al responsabile comunale…e all’ufficio de la polizia locale…”.

A tale proposito si fa rilevare che la campagna di vaccinazione dei migranti deve essere effettuata alle stesse condizioni dei cittadini italiani e senza discriminazione alcuna. La realizzazione di un elenco di vaccinandi, pertanto, è contraria all’art. 3 della Costituzione che stabilisce: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Viola, inoltre, una serie di norme internazionali tra cui l’art. 9 del Regolamento Europeo sui dati personali che stabilisce che è vietato: “ il trattamento di dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica”. La schedatura è contraria anche agli articoli 8 e 15 della Convenzione dei diritti umani.

Occorrerebbe, inoltre, sapere, sempre nel rispetto dei diritti dei soggetti in questione, se le associazioni coinvolte nella compilazione degli elenchi siano state autorizzate al trattamento dei dati e soprattutto in che modo questi verrebbero trattati, con particolare riferimento ai lavoratori migranti irregolari. Non è chiaro, ancora, se e quali strumenti di comunicazione interculturale siano stati predisposti e messi in atto al fine di consentire una adeguata e consapevole partecipazione alla campagna vaccinale anti covid-19 per i cittadini stranieri. Vi è in più che la scelta del vaccino Johnson & Johnson sarebbe raccomandata, con circolare del Ministero della Salute del 21.04.2021, preferenzialmente a persone di età superiore ai 60 anni. Non si capisce come mai si sia pensato di vaccinare con lo stesso vaccino i lavoratori migranti, prevalentemente in giovane età e senza considerare la possibilità che a richiedere di vaccinarsi possano essere anche le donne migranti presenti sul territorio.

L’avviso in questione, inoltre, non specifica a quali lavoratori sia rivolta la campagna vaccinale, vale a dire se possano accedervi anche i migranti privi di regolare permesso di soggiorno che pure sono occupati a lavorare nelle campagne del metapontino o in altri lavori in aziende della zona e se anche i familiari dei ridetti lavoratori, ove presenti, possano accedere alla vaccinazione anti covid-19. Si evidenzia, a tale proposito che l’art. 35, comma 3, D.Lgs 286/98 prevede espressamente, in attuazione dell’art. 32 Cost., che “Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Sono in particolare garantiti:…. c) le vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni”.

L’Agenzia Italiana del farmaco, ente pubblico che opera sotto la direzione del Ministero della Salute precisa,inoltre, che hanno diritto alla vaccinazione “Tutte le persone residenti o stabilmente presenti sul territori italiano, con o senza permesso di soggiorno, che rientrano nelle categorie periodicamente aggiornate dal Piano Vaccinale”. Si evince, pertanto, che anche gli stranieri extra UE privi di permesso di soggiorno e i cittadini UE non iscritti all’anagrafe hanno diritto, qualora domiciliati sul territorio nazionale, ad accedere alla somministrazione del vaccino secondo i criteri di priorità (età, condizioni di fragilità ecc.) previsti per la generalità dei cittadini, anche in relazione all’evidente interesse pubblico ad evitare che le persone concretamente presenti sul territorio divengano fonte di contagio. È essenziale precisare che, il diritto alla salute è un diritto fondamentale dell’uomo riconosciuto dall’art. 2 della CEDU, che impone agli Stati di porre in essere tutte le misure necessarie volte a tutelarlo. Tanto è vero sia per i cittadini sia per tutti coloro che si trovano sul territorio dello Stato, a prescindere dalla regolarità del soggiorno. In caso contrario, si prospetterebbero in capo agli Stati inadempienti, responsabilità derivanti dell’inosservanza degli obblighi positivi scaturenti dal ridetto onere di tutela.

Per supportare le persone migranti più in difficoltà ad accedere ai vaccini occorrerebbe, come in altre città italiane è stato fatto (vedi Roma, Napoli, ed altre) consentire di recarsi direttamente ai presidi predisposti e ove sprovviste di permesso di soggiorno e di tessera sanitaria procedere con il rilascio del codice STP ( per stranieri temporaneamente presenti) e contestualmente con la somministrazione del vaccino. Il tutto con il supporto di un servizio adeguato di mediazione linguistica e culturale.

Alla luce di quanto sopra, i soggetti scriventi chiedono che le Autorità in indirizzo: provvedano a riorganizzare la campagna vaccinale anti covid-19 tenendo conto delle eccezioni sopraesposte e disponendo che i cittadini stranieri, regolari ed irregolari presenti sul territorio possano rivolgersi direttamente al presidio vaccinale allestito senza doversi recare preventivamente presso soggetti intermediari per il rilascio del nominativo o altre generalità; provvedano a distruggere le liste già eventualmente compilate e/o che non vengano in alcun modo utilizzate; provvedano con una adeguata campagna informativa a comunicare il libero accesso al presidio predisposto a tutti i migranti, regolari ed irregolari, con difficoltà ad accedere ai vaccini.

Angela Maria Bitonti (Adu Nazionale); Francesco Castelgrande (Associazione Migranti), Serena Almaura (Associazione Tolbà), Yasmine Accardo (Campagna LasciateCIEntrare), Gianfranco Crua (Carovane Migranti), Gianluca Vitale (Legal Team Italia), Grazia Naletto (Lunaria), Donatina Allamprese (libera Vullture-Alto Bradano)