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Ospedale San Carlo di Potenza: la Neonatologia da due mesi senza primario

Che cosa si agita dietro le quinte? Storia di una vicenda emblematica nella Basilicata dei furbi

Il piano immaginato ormai da anni, si sta realizzando? Prevedeva la nomina a primario di Neonatologia di Simona Pesce, compagna del direttore del Dipartimento Materno-Infantile, Sergio Schettini, manipolatore di un concorso da cui ha origine ogni cosa.

Un passo indietro

Dal 2012 in poi il reparto di Neonatologia, che funzionava bene, è stato teatro di continui abbandoni e di vicende giudiziarie. Nell’ordine sono andati via l’ex primaria Carolina Ianniello, dimessa anzitempo, vittima – ci dicono fonti interne bene informate – di “strane manovre di palazzo”.  Nei tre anni successivi alle dimissioni della dottoressa Ianniello non è mai stato bandito un concorso. Il concorso si fa inspiegabilmente proprio quando Vito Molinari, amato neonatologo, ha appena raggiunto i 67 anni. L’Amministrazione qualche settimana prima gli invia la lettera di pensionamento. Se avesse potuto partecipare e vincere il concorso da primario Molinari avrebbe lavorato fino a 70 anni come desiderava fortemente perché amava quel lavoro.

E passiamo a Saverio De Marca, ex neonatologo, dislocato a fare il primario a Melfi, dove pare ci sia andato volentieri. Nel frattempo un altro neonatologo viene messo alle strette e costretto a dimettersi, Giulio Strangio, quello che reclamava invano lo scorrimento della graduatoria in alternativa al concorso manipolato vinto dalla dottoressa Gizzi. Più di recente, due dottoresse trasferite su loro richiesta in pediatria, dove pare ci siano andate volentieri. E noi stiamo ancora a parlare di carenza di medici e di convenzioni con professionisti esterni.

Possibile che nessuno, ripetiamo nessuno, abbia mai la responsabilità di quanto accade in quel reparto? In quasi 9 anni, qualcuno lo ha praticamente distrutto.

Ora, non tutto è perduto. Ma molto dipende dal direttore generale Giuseppe Spera e dai politici che forniscono gli indirizzi.

Oggi il reparto può contare su 5 medici più una specializzanda per fare tutto (notti, reperibilità e Sten). Mancano all’appello 4 medici rimpiazzati con una convenzione esterna. C’è una convenzione esterna, costosa, con i medici dell’ospedale di Castellammare di Stabia. Ma permangono criticità con turni sporadici che non coprono l’intero ciclo giornaliero. A ciò si aggiungono le ferie di questo periodo. Insomma la situazione rimane critica. Tuttavia in queste ore dovrebbe arrivare la nomina del nuovo primario. Chi sarà? È questa la storia che stiamo per raccontarvi per l’ennesima volta ma con risvolti di novità.

La nomina del primario dimesso

Riepiloghiamo un altro capitolo della storia già raccontata. A quel tempo, siamo all’inizio del 2014, il capo dipartimento di ostetricia e ginecologia del San Carlo, Sergio Schettini, ha un problema: sistemare la sua compagna con una nomina a direttore della Neonatologia. Ma lei, Simona Pesce, non ha i titoli, bisogna acquisirli. Che si fa? Si fa vincere il concorso all’amica Camilla Gizzi, di cui la Pesce è “discepola e fan” – così dice nel video Schettini. Camilla Gizzi nominerà vicario Simona Pesce la quale acquisiti finalmente i titoli, dopo tre anni diventerà direttore al posto della sua amica. Questo sembrava essere il piano di Schettini. Poi le cose prenderanno un’altra piega.

Per farla breve. Camilla Gizzi vincerà il concorso e prenderà servizio nel gennaio 2016, Simona Pesce sarà nominata vicario l’anno successivo, e dunque come previsto, in seguito alle dimissioni della Gizzi avvenute nel gennaio 2019, dovrà vincere l’avviso pubblico per titoli e colloquio di direttore della Neonatologia indetto il 25 gennaio 2019 e poi rinviato.  Ma la storia riserverà un altro finale.

Perché il posto di dirigente della Neonatologia viene assegnato al dr. Antonio Sisto. La valutazione dei titoli e i colloqui si sono svolti 31 luglio 2019 ma il giorno prima alle ore 6,25 ci arriva un sms nel quale testualmente c’è scritto: “Buongiorno. Sono cambiati gli assetti di potere Pesce è uscita dai giochi. Vincerà tale Sisto, omonimo dell’attuale direttore sanitario. Il concorso era stato spostato apposta per aggiustare la Commissione.”

Antonio Sisto è una scelta che mette d’accordo tutti, smentisce le ipotesi di Basilicata24, è molto gradito al nuovo assessore Rocco Leone. Anche questa nomina è avvenuta nel rispetto della massima trasparenza. Tant’è che il nome del vincitore si conosceva in anticipo. Su questo episodio c’è stata una denuncia, è stato aperto un fascicolo, ma dopo due anni ancora non si sa che fine abbia fatto il procedimento.

Antonio Sisto ha lasciato il posto per altri incarichi fuori regione, e si riaprono i giochi: “Sono passati due anni, ormai la gente ha dimenticato, ora si può.” Si può cosa? “Sistemare Simona Pesce al posto di Sisto.” Sarebbe questa l’intenzione di qualcuno.

Su quali fatti è fondata l’ipotesi?

C’è una graduatoria, quella del concorso vinto da Antonio Sisto e nella quale Simona Pesce si è piazzata seconda, senza dubbio per meriti incontestabili. I termini per utilizzarla scadrebbero il 17 agosto 2021. Il modo migliore per nominare Simona Pesce è scorrere quella graduatoria. Ma c’è un ostacolo: Antonio Sisto chiede l’aspettativa di 6 mesi, è il 14 maggio. Nel caso gli venisse riconosciuta salterebbero i termini per l’utilizzo della graduatoria e il concorso diventa obbligatorio. Che si fa? Si respinge la richiesta di aspettativa. Tira e molla alla fine il primario si dimette.

Ed è ormai da quasi due mesi che il reparto è senza capo. E allora che accadrà? Il direttore generale Giuseppe Spera ha forse già firmato la delibera di nomina di Simona Pesce grazie allo scorrimento di quella graduatoria in zona cesarini? Si appresta a farlo prima di andare in ferie? Oppure si lascerà scadere la graduatoria e si procederà a un nuovo concorso? Perché si è aspettato tutto questo tempo? Ad ogni modo ci pare che quella graduatoria appartenga ad un concorso ancora sub iudice. La verità è che mentre scriviamo, Giuseppe Spera sta firmando la nomina della compagna di Sergio Schettini a primario del reparto. Tutto come previsto: da un concorso manipolato, passando per delibere e decisioni amministrative discutibili e sottoposte al vaglio della magistratura, con il solito avallo della politica, quel reparto resta nelle mani di chi probabilmente lo ha ridotto nelle attuali condizioni. Applausi a scena aperta.

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