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Potenza, il declino di una città e la resistenza di un pianoforte

L’Amministrazione comunale più mediocre di tutti i tempi snobba e maltratta Ruggero Leoncavallo e l’impegno eroico dell’artista Daniela Grimaldi

Il pianoforte con cui Leoncavallo compose la sua prima opera, Chatterton, era lì da circa 145 anni, nella sede del Casino dei Nobili di Potenza all’interno del Teatro Stabile. Il grande musicista, che visse nel Capoluogo dal 1876 al 1878, era socio del Casino e suonava quel pianoforte e dava lezioni ai ragazzi potentini. Sembrerebbe che con lo stesso strumento Leoncavallo abbia scritto qualche appunto su quella che sarebbe stata la sua opera più nota: Pagliacci.

Quel pianoforte apparteneva al Casino dei Nobili, databile tra il 1860 e il 1870, quindi presumibilmente acquistato in quel periodo. Leoncavallo lascia Potenza sul finire del 1878 per non tornarci più. Nel 1912 l’allora presidente del Casino, Giovanni Pica, lo invita a tornare in occasione della rappresentazione de “La Reginetta delle Rose”, al Teatro Stabile. Il compositore, poi morto nel 1919, non accolse l’invito perché impegnato a Londra.

Non sappiamo quali sentimenti provasse Leoncavallo nei confronti della città che lo ha ospitato per circa 3 anni e dove ebbe le prime ispirazioni musicali. Certo è che Potenza non sembra abbia avuto, negli anni e fino ad oggi, un riguardo particolare per il musicista e per il “suo” pianoforte.

Il restauro e il museo

E veniamo al dunque. Quel pianoforte rimane affidato all’incuria e all’oblio della città per decenni. Nel 2018, una circostanza porta la cantante lirica e musicista Daniela Grimaldi in quella stanza. Il pianoforte è in condizioni pietose. “Ma perché non lo fate restaurare”? – chiede Grimaldi all’allora responsabile del Teatro Stabile. Risposta: “E chi lo fa, e chi ce li mette tutti quei soldi? Daniela, artista sensibile e passionale, il 2 dicembre 2018 organizza uno spettacolo per raccogliere fondi destinati al restauro, con il supporto dell’ associazione potentina “Un Passo Avanti”. Raccoglie all’incirca 3mila euro, pochi per portare a termine l’obiettivo. Ma è vietato mollare. Daniela coinvolge più persone intorno al progetto, compresa l’amministrazione comunale guidata da Dario De Luca. Nasce un protocollo d’intesa firmato nel febbraio 2019, durata un anno, che prevede il restauro e la cura del pianoforte, l’individuazione dei locali per un museo Leoncavallo, la promozione a fini divulgativi e turistici del rarissimo strumento musicale e del luogo museale. Insomma, intorno al pianoforte del grande compositore è possibile costruire uno spazio dinamico di cultura, musica, canto, storia: un gioiello della città.

A questo punto Grimaldi ricerca, trova e compra, un pianoforte gemello (coevo) da impiegare per i pezzi di ricambio nel restauro di quello utilizzato dal compositore. Il restauro avviene a Matera, dopo 6 mesi il lavoro è compiuto. Il pianoforte l’8 agosto 2019, un giorno prima del centenario della morte del compositore, torna al Teatro Stabile come nuovo all’origine. Grazie a Grimaldi che ci ha messo molto del suo, non solo in termini di tempo, lavoro, passione, ma anche di denaro. E dunque, con gli altri cimeli, documenti, fotografie, vinili, manoscritti, cartoline, lettere, raccolti nel frattempo dalla cantante finalmente sarà aperto il Museo Leoncavallo anche a Potenza, dopo quelli di Montalto Uffugo, paese dove il compositore ambientò Pagliacci, e di Locarno. Tutto previsto per il 9 agosto 2019, quando il pianoforte sarebbe stato esposto al pubblico, nella sala degli specchi del teatro, con una conferenza stampa in occasione del centenario della morte del grande compositore.

E invece? Triste colpo di scena

C’è da non credere, ma l’Amministrazione comunale appena insediata dopo le elezioni di maggio, fa gentilmente notare che il 9 agosto la sala è occupata per un matrimonio. Ma come? È il centenario della morte di Leoncavallo, il suo pianoforte è pronto in un’occasione storica e irripetibile per la città e dal Municipio impongono di anticipare l’evento all’8 agosto, perché la sala è occupata per la celebrazione di un matrimonio? Questo è il primo segnale di quanto sarebbe accaduto dopo e di quanta importanza l’Amministrazione comunale attribuisca alla cultura.

La rovina, l’incuria e l’incultura

Da quell’8 agosto 2019 calano sulla vicenda il silenzio, l’indifferenza, l’ambiguità. Tutto sembra tacere e nulla accade, nonostante le insistenze di Daniela Grimaldi e le sollecitazioni a proseguire nel rispetto del protocollo ormai in scadenza. Anzi accade l’incredibile: dopo appena 6 mesi dal restauro, nel febbraio 2020, si scopre che il pianoforte è di nuovo in rovina. Il mobile esterno è danneggiato, i fregi sono staccati, qualcuno deve averci spruzzato sopra alcol e ammoniaca: un grosso guaio. Appena Grimaldi lo scopre non può fare altro che chiedere un nuovo intervento di restauro, a sue spese.

E il museo e le altre iniziative legate al pianoforte e a Leoncavallo? Silenzio. Arriva il Covid, un motivo per bloccare tutto e infatti tutto si blocca. Nel frattempo però Grimaldi prova a tenere viva l’attenzione nei confronti dell’Amministrazione comunale. Telefonate, richieste di incontri, ma tutto sembra finire in ambigue e vane risposte. Siamo ad agosto 2021, del museo nessuno parla, il pianoforte è allocato nella stanza adiacente alla sala degli specchi dello Stabile, di tanto in tanto qualcuno chiede di visitarlo, a random pare sia possibile. La carcassa del pianoforte coevo usato per il restauro si troverebbe nell’androne della scala secondaria di ingresso al teatro. Una tristezza infinita.

Una città che ha bisogno d’amore e non di finte carezze

La storia del pianoforte di Leoncavallo e dell’impegno eroico di Daniela Grimaldi, è emblematica di una città che non vuole farcela. Un Capoluogo chiuso nelle sue presunte prerogative storiche, abbagliato da un culturalismo provinciale che lo spinge sempre più in basso. Una città presuntuosa, non in grado di valorizzare le sue differenze, le sue potenzialità specifiche. Una città che preferisce le imitazioni, incapace di essere originale e che ha fatto della cultura uno straccio per spolverare la grossolana rozza materia su cui si regge la vita comunitaria. Potenza ha bisogno di amore e non di finte carezze. Basterebbe poco perché diventi uno dei simboli forti della Basilicata nel mondo. È sufficiente – metaforicamente parlando – non violentare un pianoforte di Leoncavallo e non trattare la Cultura e gli artisti in quel modo.

© Riproduzione riservata

Nella foto, Daniela Grimaldi

pianoforte Leoncavallo

Il pianoforte coevo

pianoforte Leoncavallo

Il pianoforte di Leoncavallo restaurato

pianoforte Leoncavallo

Il pianoforte danneggiato dopo il primo restauro

pianoforte Leoncavallo
pianoforte Leoncavallo
pianoforte Leoncavallo