Quantcast

Scuola, rientro “caldo”: la Uil annuncia iniziative di mobilitazione

Il sindacato stigmatizza il comportamento del Ministro Bianchi

“L’avvio del nuovo anno scolastico si preannuncia “particolarmente caldo” con una serie di iniziative sindacali da condurre attraverso incontri nei territori per porre le premesse per una mobilitazione dell’intera categoria e, contestualmente, a tutela di tutto il personale della scuola attraverso azioni giudiziarie nelle competenti sedi”. Lo annuncia il segretario regionale della Uil Scuola Luigi Veltri riferendo le conclusioni della Conferenza nazionale dei Segretari regionali Uil Scuola, convocata ieri in modalità da remoto, con la partecipazione della Segreteria nazionale, del Segretario nazionale responsabile dei dirigenti scolastici e del responsabile dell’Ufficio legale nazionale.

La Uil Scuola ha confermato integralmente la sottoscrizione al Protocollo sulla sicurezza del 14 agosto u.s. ed ha deciso di ritirare la delegazione trattante in segno di protesta nei riguardi del Ministro Bianchi che, attraverso la Circolare di accompagnamento allo stesso Protocollo inviata alle scuole, ha evidentemente alterato il contenuto dell’intesa, valutando, inoltre, le possibili iniziative legali a tutela dei contenuti della stessa nella sua originaria stesura che sarebbero venute meno in caso di ritiro della firma.

Siamo arrivati a questa difficile e sofferta conclusione – evidenzia Veltri – per meglio rappresentare il personale della scuola che è vittima di una discriminazione inaccettabile, unica nel panorama lavorativo nazionale e che prevede a carico del personale sfornito del green pass, ovvero senza tampone negativo, anche con l’irrogazione delle sanzioni amministrative, la sospensione dal servizio, la sostituzione con il personale supplente e l’interruzione dello stipendio, della carriera e del trattamento previdenziale. Una situazione questa generata dal D.L. 111/2021 che, con la firma del Protocollo, avevamo cercato di attenuare, pur negli angusti confini di una legge ingiusta e incostituzionale di cui rivendichiamo cambiamenti profondi. Ponendo il costo dei tamponi diagnostici a carico del datore di lavoro, da effettuare al personale sfornito del green pass, si riaffermerebbe il principio per cui gli oneri della sicurezza sui luoghi di lavoro devono gravare a carico delle parti datoriali e non dei lavoratori e si contribuirebbe a svelenire il clima di contrapposizione ideologica di cui la comunità educante non ha alcun bisogno. Il Ministro ha scelto, invece, la strada opposta, lo scontro ideologico che illogicamente mette tutti nella stessa situazione, anche chi è convintamente favorevole alla vaccinazione e per le ragioni più diverse si trova senza un green passa da mostrare. Non è nelle strategie della Uil la tutela dei c.d. no vax, come la narrazione di una parte della stampa ha cercato di liquidare molto sbrigativamente, ma è, invece, quella di sostenere quei lavoratori intimoriti e disorientati che avrebbero avuto solo bisogno di più tempo per decidere.

Mantenere la firma di un Protocollo che è stato fortemente voluto dalla Uil Scuola per garantire i lavoratori e per attenuare le asprezze di una norma ingiusta, riveste un’ulteriore significazione se collegata alla possibilità di far valere in via giudiziaria il comportamento illegittimo del Ministro perpetrato attraverso un’attività amministrative tesa a snaturare i contenuti dell’intesa. Noi lo abbiamo detto e ribadito: scienza, solidarietà e tolleranza sono il modello su cui misurare le relazioni sindacali che ormai sono diventate parte di uno scontro politico senza obiettivi concreti, ma solo di lotta politica e di una malcelata azione di disintermediazione che contraddice apertamente la politica strumentale e demagogica dei patti.

La Uil Scuola stigmatizza il comportamento del Ministro Bianchi che a pochi giorni dall’avvio di un anno scolastico che si preannuncia molto complesso anche perché ci si è prefissi di tornare a praticare la scuola in presenza, anziché creare un clima collaborativo e propositivo, incentrato sulla condivisione delle scelte, introduce pericolosi elementi divisivi scaricando sul personale scolastico e sui Dirigenti Scolastici una mole di impegni e di responsabilità difficilmente sopportabili