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Uil, occorre stabilità per gli operatori sanitari

Solo 6% degli operatori sono stati assunti a tempo indeterminato: per molti di loro la scadenza sarà il prossimo dicembre

Solo 6% degli operatori sanitari sono stati assunti a tempo indeterminato: Per molti di loro la scadenza sarà il prossimo dicembre. Gli operatori della sanità pubblica non saranno più eroi ma, anzi, rischiano di perdere il lavoro mentre dovrebbero esser stabilizzati o prorogati.

E il concorso unico regionale per i posti per operatori socio sanitari, ancora non è stato bandito. Sono circa 400 le assunzioni complessive nella sanità lucana dall’inizio della pandemia a tempo determinato tra personale con contratti COVID e non COVID. Secondo i dati del Ministero della Salute i tempi determinati e le partite Iva prevalgono per tutti i profili, sanitari, tecnici ed amministrativi.

Come tra i 624 infermieri che hanno avuto un contratto nelle aziende sanitarie e negli ospedali: solo 40 possono contare su un posto a tempo indeterminato, appena il 6.4%. Per molti di loro la scadenza sarà il prossimo 31 dicembre 2021. In questi mesi di emergenza tutti i cittadini si sono resi conto di aver bisogno di una sanità pubblica forte ed in grado di dare risposte tempestive. Il sistema sanitario ha retto grazie all’abnegazione degli operatori. Ora serve una riorganizzazione profonda del sistema ospedaliero e territoriale che vada oltre l’emergenza. Per questo saranno cruciali i concorsi pubblici per la sanità e i bandi per la stabilizzazione per coloro che hanno raggiunto i requisiti. Sono operatori indispensabili per dare continuità ai servizi sociosanitari e in attesa dei tempi per tutte le procedure, sono necessarie proroghe e ulteriori assunzioni a tempo determinato.

In Commissione è stata approvata una norma che proroga le regole del decreto legislativo 75 del 2017 sulla stabilizzazione dei precari. La norma originale prevedeva che, fino al 2021, quindi fino alla fine di quest’anno, le amministrazioni in coerenza con i loro piani dei fabbisogni, avrebbero potuto assumere a tempo indeterminato i precari in forza dopo il 2015 che avessero maturato almeno tre anni di lavoro nell’amministrazione negli ultimi otto anni.

La norma approvata in Senato proroga questa possibilità fino al 31 dicembre del 2022. Insomma, 24 mesi in più alle amministrazioni (ma anche ai precari per maturare i requisiti) per la stabilizzazione. La Regione accolga le nostre richieste, serve una programmazione costante e un investimento sul personale con contratti di qualità per il bene degli operatori e dei pazienti.

Il Segretario Regionale aggiunto UIL FPL

Giuseppe Verrastro