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Volevo dipingere per le strade di Maratea, ma il sindaco mi ha snobbato: uno schiaffo all’arte

Il pittore Simone Casu dopo aver chiesto permessi e regole del posto senza ottenere risposta, è stato accolto in un paese delle Dolomiti "dove sono stati felici di avere un acquarellista nelle loro vie"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Simone Casu, pittore, illustratore, scrittore, pedagogo e insegnante al sindaco di Maratea, Daniele Stoppelli. Di seguito il testo integrale.

“Ho deciso di scrivere apertamente a lei, sig. Sindaco, perché delle nostre comunicazioni private non c’è traccia se non nelle continue e ripetute e-mail e messaggi WhatsApp che sono rimasti nel vuoto. Nel nostro cordiale incontro nel suo ufficio il 17 maggio, vi ho esposto la mia necessità di dipingere alcuni scorci della città e della costa di Maratea in acquerello. In quella occasione le dissi che in questi ultimi anni ho dipinto Roma, Orvieto, Civita Bagnoregio, Gubbio, Napoli, Pompei, Sorrento, Amalfi e che l’anno precedente, rimasto colpito dalla costa e dalla città, avevo avuto il desiderio di dipingere anche quei luoghi.

Sempre in quella occasione, le dissi che in ognuna di queste città quando dipingevo ed esponevo per strada i miei lavori a disposizione dei passanti, turisti e gente del luogo, mi accordavo con le amministrazioni, coi permessi e con le regole del posto. Le chiesi se era lei la persona a cui mi potevo rivolgere o sarebbe stato meglio rivolgermi a qualche altro ufficio o assessorato. Lei mi disse di inviare tutta la documentazione, la richiesta e il curriculum, alla sua mail personale che mi avrebbe fatto sapere.

Dopo 25 giorni non vedendo nessun riscontro, e dopo vari tentativi con e-mail e WhatsApp , riuscii a chiamarla e lei scusandosi per il problemi legati al trasloco, mi chiese di rinviare il tutto al suo indirizzo che si sarebbe occupato della mia richiesta. Passarono altri 15 giorni e le scrissi che per organizzarmi, fare degli studi previ dei soggetti, dei disegni e degli acquerelli di prova, nonché prenotare il soggiorno a Maratea avevo bisogno di sapere se mi accordavate il permesso o meno.

Già eravamo a giugno inoltrato, quasi a luglio. La richiamai ancora e dopo vari tentativi, mi disse che avrebbe guardato la pratica e mi avrebbe risposto. Ancora dopo 15 giorni niente. Le scrissi anche tramite PEC chiedendo la cortesia per le necessità espresse in precedenza, chiedendo di farmi parlare con qualche altro amministratore, impiegato o assessore che avrebbe potuto farsi carico della mia richiesta, per facilitare la cosa, viste le continue promesse disattese. Lei ancora una volte mi disse, che si sarebbe fatto inviare dal protocollo la PEC che avevo inoltrato, con tutti i dati della richiesta. Alla fine di luglio ancora niente, avevo pre-avvisato la struttura per il soggiorno, e ho dovuto disdire per il mese di agosto perché, chiaramente, non avendo avuto risposta ho deciso di andare sulle Dolomiti dove nel giro di pochissimo tempo ad Agordo e nell’agordino erano ben felici di avere un artista acquarellista per le loro vie.

Vorrei che lei si chiedesse prima di tutto come uomo, se le sarebbe piaciuto essere trattato in questo modo, se dopo tante promesse qualcuno non le avesse mai dato ciò che prometteva. Come considererebbe di essere stato trattato? Poi come amministratore pubblico, e come funzionario in base alla legge (http://www.contribuenti.it/diritti/diritto1.asp) se si considerasse la sua parola come un avvio di un procedimento o anche la Pec inviata, lei avrebbe avuto il dovere ed io il diritto di avere una risposta entro 30 gg, ma questo è a mio avviso decisamente secondario rispetto al valore umano e di cordialità e di correttezza che avrebbe lei voluto per sé e che non ha riservato per me. Inoltre, come amministratore, vorrei esortarla a prendere in considerazione che avere a disposizione per le vie del centro storico, un acquarellista professionista è per la sua città, credo, una risorsa, sia artistica di bellezza e di pregio, che turistica. In questo senso tutte le amministrazioni che mi hanno permesso di dipingere nelle loro vie, mi hanno in più occasioni fatto capire che è nella loro politica facilitare gli artisti, soprattutto in un momento difficile per tutti noi del settore in questa pandemia, in cui la nostra categoria come tante altre hanno particolarmente risentito dell’isolamento e delle procedure restrittive.

A chi leggerà questa lettera, spero i cittadini di Maratea, è bene che sappiano come vengono trattati gli artisti che, gentilmente e con tutte le carte in regola, fanno richiesta a chi vi rappresenta. Vi sentite rappresentati da un simile comportamento?

Simone Casu, pittore, illustratore, scrittore, pedagogo e insegnante

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