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Basilicata. Il senso critico e la coscienza con le braccia conserte

Al dubbio si preferisce il sospetto, alla critica il pettegolezzo e dinanzi alla complessità si fugge nella semplificazione

Parliamo del senso critico come quel pensiero che mette in crisi le cose, i fatti, le parole, i discorsi, le dichiarazioni, le azioni, i comportamenti e le reazioni. In termini più generali significa “saper analizzare informazioni, situazioni ed esperienze in modo oggettivo, distinguendo la realtà dalle proprie impressioni soggettive e i propri pregiudizi, significa riconoscere i fattori che influenzano pensieri e comportamenti propri e altrui…”

Nella società lucana quanto pensiero critico circola? Quanto pesa il senso critico nelle opinioni, nelle valutazioni, nelle scelte che i lucani fanno in relazione per esempio alle condizioni politiche, economiche, sociali della Basilicata? Quanto pesa il pensiero critico nei confronti delle informazioni veicolate dai media? L’ipotesi è che pesa poco, anzi pochissimo.

Quante persone quando pensano, se pensano, si affidano al dubbio? Praticare il dubbio è l’ossatura del pensiero critico che ci invita, prima di valutare o di giudicare o di farci un’opinione a: controllare la fonte, approfondire le conoscenze sull’argomento, confrontare più versioni, capire il contesto, allargare lo sguardo, evitare di giudicare in base alle emozioni, prendere tempo per riflettere.

In Basilicata il senso critico viene esercitato da una minoranza dell’opinione pubblica e questa è una grave criticità. La maggioranza più che al dubbio si affida al sospetto, alla critica preferisce il pettegolezzo, all’analisi preferisce la superficialità, dinanzi alla complessità fugge nella semplificazione. E’ tutto così facile. Lo si nota spesso sui social, specie quando viene postato il link di un articolo di giornale: la gente si limita a guardare il titolo in base al quale commenta senza aver letto i contenuti. Le figuracce abbondano.

Per esercitare il pensiero critico bisogna allenarsi, è qualcosa che si impara e sarebbe meglio impararlo dall’età scolare e a scuola. È fondamentale avere la consapevolezza che il senso critico ci rende più liberi e più responsabili. Avere un’opinione pubblica più qualificata, capace di pensiero critico costituisce un fattore di sviluppo oltre che un argine all’analfabetismo funzionale e a comportamenti illegali o di diffidenza o di paura. Assumere opinioni o decisioni fondate sul senso critico è sempre meglio che subire le opinioni o le decisioni degli altri.

Le opinioni sono molto più rispettabili se formate su un procedimento critico anziché su sensazioni, emozioni, convinzioni personali magari condizionate dall’ambiente sociale, mediatico, politico. È più importante imparare “come pensare” e non “cosa pensare”. E diciamolo, pensiero critico e coscienza civile sono due facce della stessa medaglia: senza il primo la seconda, nel migliore dei casi, rimane con le braccia conserte.