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Basilicata, lavoro: “Arlab paralizzata dalla Regione”

"Situazione di grande difficoltà in un momento in cui è necessario mettere in campo politiche attive efficaci per contrastare il fenomeno della disoccupazione"

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La totale paralisi in cui viene tenuta l’Agenzia Regionale Arlab dalla Regione sta determinando una situazione di grande difficoltà in un momento in cui è necessario mettere in campo politiche attive del lavoro efficaci per contrastare il fenomeno della disoccupazione crescente che, con i danni prodotti dalla pandemia, potrebbe trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale. Così in una nota i segretari di Fp Cgil, Scarano, Fp Cisl, Sarli e Uil Fpl, Guglielmi.

Il personale attestato all’Agenzia -spiegano i tre sindacalisti- è ormai ridotto all’osso, sia quello direttamente dipendente dell’Agenzia, sia quello dei Centri per l’Impiego. Da quando questo Ente è stato costituito (2015) sono andati via 2 dipendenti su 3. Anche i lavoratori precari che nello scorso triennio hanno dato un contributo notevole per affrontare le emergenze, malgrado abbiano maturato i requisiti per la stabilizzazione, sono ormai da molti mesi disoccupati. Il piano di rafforzamento dei Centri per l’Impiego, che le altre regioni hanno già completato, in Basilicata è completamente fermo, nonostante gli sforzi che la Dirigente e l’attuale Commissario hanno fatto per chiudere l’annosa questione del bilancio, approvato alcune settimane fa dalla Giunta Regionale, ma non ancora dal Consiglio Regionale. Per non parlare della nomina del nuovo Amministratore, comunicata qualche settimana fa, che rimane «congelata» per motivi del tutto ignoti.

A fronte di questa “situazione intollerabile”, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono alla Regione “di decidere in fretta poiché i lavoratori precari sono esasperati e quelli in forze all’Agenzia non possono più sopportare i carichi di lavoro richiesti, a fronte anche della mancata attivazione di importanti istituti contrattuali. I dipendenti, tra l’altro, aspettano ancora il pagamento della produttività dall’anno 2019. Qualora la situazione non dovesse sbloccarsi in tempi brevissimi, le scriventi annunciano dure iniziative di lotta e l’attivazione delle procedure per la proclamazione dello sciopero, con il blocco di tutte le attività”.

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