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Basilicata: “Non sento non vedo non parlo” è il motto di sopravvivenza di alcuni politici

In certi palazzi del potere la trasparenza non può entrare e la verità ha il divieto di avvicinamento

Un consigliere regionale partecipa a una selezione pubblica nell’Azienda Sanitaria del territorio in cui è stato eletto e diventa dirigente, naturalmente in aspettativa. È Giovanni Vizziello, Fratelli d’Italia. Nessuno apre bocca tra gli esponenti della maggioranza di centro destra che sostiene il presidente Bardi.

Ci sono dei dubbi sulle procedure per la nomina del direttore generale dell’Arpab, Antonio Tisci, alcune associazioni chiedono l’accesso agli atti che gli viene negato. Questo giornale chiede di rendere pubblici i documenti della selezione, ma l’assessore all’Ambiente fa orecchie da mercante. La Cgil fa un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura nella speranza che si apra una finestra di trasparenza. Gli esponenti della maggioranza tutti zitti.

Chiediamo l’accesso agli atti relativi al prelievo di acqua dal fiume Sauro da parte di un’azienda che la trasportava all’impianto Tempa Rossa della Total e che non sarebbe stata autorizzata. Nessuna risposta dagli uffici della Regione.

La Total appalta i servizi di logistica, sollevamento e trasporto a Tempa Rossa per circa 5 milioni di euro violando le procedure previste negli accordi con la Regione Basilicata e con i sindaci della “Concessione Gorgoglione”. La multinazionale francese ha negato quella trasparenza che dichiara nei documenti sottoscritti pubblicamente. Nessuno ha aperto bocca.

Di esempi di “mutismo” politico è piena la Basilicata. Questi politici sono logorroici quando devono tacere e tacciono quando devono parlare. Ma sono ancora più bravi: non sentono quando i fatti urlano e non vedono quando la trasparenza acceca. Non si fa così.