Quantcast

Potenza, Adoc: Aumento costi mensa scolastica è uno scempio

"O hanno sbagliato i calcoli o li hanno fatti fare alla ditta fornitrice del servizio"

Anche l’Adoc Basilicata interviene sull’aumento dei costi dei pasti alle mense scolastiche di Potenza. Di seguito la nota.

“Il Comune di Potenza attiva il servizio mensa con costi esorbitanti. Ma quanto mangia un bambino? Questa domanda ha assillato i cittadini che si sono rivolti all’Adoc di Basilicata per avere chiarimenti. La conclusione a cui è giunta l’Adoc è che il costo è esorbitante se si valuta nel dettaglio il costo del servizio mensa per bambini delle scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria offerta dal Comune di Potenza.

Le considerazioni sono sostanzialmente di tre tipi: quanto incidono sul costo gli alimenti; quali sono le condizioni contrattuali stipulate con la ditta fornitrice del servizio; qual è il costo del servizio in altre realtà.

Per rispondere alla prima domanda prendiamo in esame le tabelle nutrizionali adottate del comune di Potenza (prot. 18279 del 24/02/2021), ci sono tre menù: piccolo, medio e grande.

Per avere un’idea ecco le quantità:

Tabella

Lasciamo ad ognuno il calcolo del costo del menù sapendo che 30 g di pasta di semola cotta equivalgono a meno di 15 g di pasta cruda e che 30 g di legumi cotti equivalgono a poco più di 10 g di legumi secchi crudi (costo dei alimenti della migliore qualità 11 centesimi per la pasta e 21 centesimi per i legumi per un totale di 32 centesimi). E, fin qua l’idea dei costi per le materie prime.

Per rispondere alla seconda domanda esaminiamo i prezzi d’appalto del servizio. Il Capitolato d’appalto con cui il Comune di Potenza ha affidato il servizio mensa riporta all’art. 6 che i prezzi sono soggetti a revisione secondo l’indice FOI pubblicato dall’ISTAT. Prendendo a base di calcolo i costi della mensa pubblicati sul sito del Comune di Potenza si rileva che per i tre scaglioni (menù piccolo, medio e grande) i costi massimi sono rispettivamente € 4,04; € 4,51 e € 4,70. Applicando il calcolo revisionale previsto dal Capitolato porta i costi massimi a € 4,13; € 4,61 e € 4,80.

Nella Determina dell’Unità di Direzione “Servizi alla Persona – Ufficio Istruzione” n. 507 del 17/09/2021 il costo massimo ammonta, invece, a € 6,94 senza fare distinzione nelle tre fasce previste. La sproporzione è notevole, stiamo parlando di un aumento che sfiora il 45% rispetto a quello dovuto.

A questo aumento ci sono due possibili spiegazioni: la prima spiegazione potrebbe essere che il Comune di Potenza ha sbagliato clamorosamente i calcoli dimenticando, oltretutto, che ha stabilito tre fasce di prezzo a cui far riferimento; la seconda spiegazione potrebbe essere che ha lasciato l’onere dei calcoli alla ditta fornitrice del servizio con tutte le conseguenze immaginabili.

L’ultimo punto esaminato è il confronto con altre realtà.

Ebbene, l’Adoc di Basilicata ha preso in considerazione le rette richieste dal Comune Di Matera. A Matera il costo massimo del servizio è stato determinato in € 4,65 ma, attenzione, prendendo in considerazione un indice ISEE di € 18.000,00 a fronte dell’indice ISEE di € 12.000,00 scelto da Potenza per l’applicazione del costo massimo. Se si raffronta il costo del servizio, a parità di ISEE (cioè € 12.000,00) a Matera la retta massima è di € 3,75 a fronte di quella di Potenza di € 6,94.

In conclusione, secondo l’Adoc di Basilicata, al Comune di Potenza si sono sbagliati nel calcolo dell’aggiornamento contrattuale, hanno fatto scelte politiche scellerate riducendo al limite ISEE alla soglia di povertà per applicare il prezzo massimo per il servizio mensa e, in più, non hanno attivato la procedura di gara ormai scaduta da anni. È evidente che i costi lievitano quando da una parte non c’è concorrenza e dall’altra ci sono applicazioni superficiali (per non dire errate o peggio) delle norme contrattuali.

I cittadini sono invitati a protestare per queste scelte che rappresentano odiose tasse occulte, tanto più odiose perché perpetrate a danno delle fasce più deboli della Nostra Comunità. L’Adoc di Basilicata invita i responsabili di questo scempio a confrontarsi con le Associazioni dei consumatori e a correggere, nel più breve tempo possibile, gli errori commessi. Ai politici, l’Adoc ricorda che scoraggiando la genitorialità con balzelli gravosi e ingiusti si favorisce lo spopolamento del nostro territorio con danni gravissimi per tutti.