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Rivolta nel carcere di Melfi, arrestate 11 persone

La misura cautelare per i fatti accaduti il 9 marzo del 2020

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Nella giornata di martedì 14 settembre nelle province di Potenza, Benevento, Catania, Palermo, Siracusa, L’Aquila, Siracusa, Bari, Reggio Calabria e Asti, si è dato corso all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti di undici persone, tutte gravemente indiziate di aver preso parte attiva alla grave rivolta consumatasi il 9 marzo dello scorso anno presso la Casa circondariale di Melfi, nel più ampio contesto dei moti di protesta avverso le misure restrittive imposte dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che a livello nazionale, in quegli stessi giorni, hanno interessato molti altri istituti detentivi del Paese.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e svolte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile del capoluogo lucano, con il supporto e la collaborazione dei Reparti della Polizia Penitenziaria, attraverso una attenta e meticolosa ricostruzione di tutte le fasi della protesta, hanno permesso di risalire, a livello di gravità indiziaria, all’identità di tutti e quarantaquattro i detenuti coinvolti a vario titolo nella grave sommossa, durante la quale personale sanitario e vari agenti della Polizia penitenziaria, in servizio presso l’istituto melfitano, rimasero sequestrati per circa nove ore.

Grazie all’immediato intervento delle Autorità di Pubblica Sicurezza e al dispositivo delle Forze dell’ordine fatto convergere sul posto, nonché all’impegno profuso dalla Polizia Penitenziaria di Melfi, fu, a suo tempo, possibile pervenire alla liberazione degli ostaggi riconducendo i rivoltosi nelle camere detentive, a seguito di una lunga trattativa durante la quale i fautori della sommossa avevano provveduto anche alla stesura di un documento di richieste e rivendicazioni.

La presenza sul posto di personale specializzato in indagini antimafia della Polizia di Stato, ha permesso in sinergia con la Polizia Penitenziaria del carcere di Melfi, di pervenire nell’immediatezza dei fatti e già nel corso della notte all’acquisizione di una serie di elementi indiziari e di procedere con il successivo necessario sviluppo investigativo alla individuazione e compiuta identificazione di tutti i partecipanti alla gravissima azione di rivolta, rispetto a cui la Direzione Distrettuale Antimafia ha ipotizzato i reati di sequestro di persona a scopo di coazione e di devastazione.

L’ordinanza cautelare adottata dal Tribunale del Riesame di Potenza, in conformità alle richieste della Direzione Distrettuale Antimafia, è stata adottata nei confronti di tutti e quarantaquattro gli indagati, e che per le trentatrè posizioni residue si è tuttora in attesa degli sviluppi dei ricorsi per cassazione proposti dai rispettivi difensori. Alle ore 11,30 odierne si terrà presso la Procura della Repubblica una conferenza stampa.

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