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Venosa, associazioni chiedono monitoraggio impianto bio compostaggio

Lettera aperta alle istituzioni competenti dopo l'avvio dell'impianto

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Le associazioni Europa Verde e La Piazza Pubblica di Venosa scrivono ai sindaci di Lavello e Venosa, al presidente della Provincia di Potenza e al Prefetto sull’impianto di bio compostaggio

“Rileviamo, dalle emissioni visibili dalla canna fumaria, che da pochi giorni l’impianto di biocompostaggio è stato avviato. Forse per collaudo o altro motivo, ma sicuramente in procinto di avviarsi alla produzione della trasformazione di scarti biologici.

Ci dispiace far rilevare che ad oggi nessuna informazione è stata divulgata, a fronte dell’obbligo legale di rendere i dati ambientali fruibili apertamente al controllo diffuso della popolazione. Per la missione delle associazioni e movimenti sottoscrittori, richiediamo espressamente l’avvio del monitoraggio ambientale e sanitario che si accompagna necessariamente in questi casi, sia per legge che per l’esperienza pregressa nel nostro territorio, dalla cui mancanza nell’analogo opificio della Fenice in San Nicola di Melfi è derivato l’inquinamento delle falde acquifere, ormai pressoché irrecuperabile.

L’errore di avere omesso un “punto zero” della qualità dell’aria, dell’acqua e del territorio, ha impedito un monitoraggio successivo adeguato, fino a quando ripetute e serrate indagini hanno portato alla scoperta di criticità nel ciclo produttivo che, infine, la Regione ha dovuto imporre di colmare, ormai tardivamente, dopo rilevanti danni ambientali, sociali, economici e processi penali, sicuramente evitabili. Non possiamo ripetere lo stesso errore!

Chiediamo espressamente il diritto all’ambiente salubre fin da ora per la nostra comunità, perciò chiediamo di avviare tutte le indagini che caratterizzino prima dell’avvio dell’impianto il quadro ambientale a 360 gradi. Diritto che reclamiamo innanzitutto verso l’Arpab, quale ente tecnico strumentale della regione Basilicata, dotato di precipue risorse e competenze. Ugualmente chiediamo ai Sindaci dei comuni limitrofi interessati dalle immissioni industriali, ed al Prefetto, per il loro ruolo istituzionale, di attivarsi per assicurare alle nostre comunità la salubrità ambientale, formalizzando la richiesta di intervento all’ARPAB con diffida alla sospensione di ogni attività dell’impianto fino al termine delle operazioni di monitoraggio e costruzione del “Punto Zero dello Stato Ambientale”.

Infine, al sindaco di Venosa chiediamo la cortesia di assicurarsi che gli uffici comunali adempiano all’obbligo di pubblicare i dati ambientali sul sito web dell’ente, in apposita sezione che sia agevolmente accessibile da chiunque, come prescrive la legge. Essendo stato autorizzato l’impianto dal Comune di Venosa, unica amministrazione detentrice dei dati di progetto accompagnato dai rilievi ambientali preliminari, dei pareri, valutazioni, permessi ecc. anche di altre autorità, oltre che del provvedimento di autorizzazione finale, ha l’onere legale dell’esposizione dei dati alla popolazione.  Richiamiamo tutte le Autorità all’attuazione della convenzione internazionale di Aarhus, che mira a garantire l’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, come recepita dal nostro Stato.

Sicuri che tale interlocuzione può avviare tra imprese, autorità e cittadini un nuovo percorso di contemperamento degli interessi, realizzando il giusto equilibrio tra i risultati industriali ed il rispetto dei limiti di salubrità ambientale, restiamo in attesa di formale riscontro ed inviamo cordiali saluti.

Francesco Topi, Ferdinando Caporale Europa Verde – Venosa e Lavello

Francesco CastelgrandeLa Piazza Pubblica Venosa

 

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