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Vertenza ex Auchan, riunione in Prefettura aggiornata al 1 ottobre

Il rinvio si è reso necessario per definire fra Margherita e Cisa gli accordi sull'incentivo e sugli impegni presi nei vari tavoli

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Si è svolta oggi alla presenza del prefetto di Potenza Annunziato Vardè l’incontro fra sindacati, il gruppo Margherita, consorzio Cisa, i sindaci di Lavello e Melfi e l’assessore regionale dimissionario alle Attività produttive, Francesco Cupparo, per la spinosa vicenda dei lavoratori ex Auchan di Melfi.

La riunione è stata aggiornata a venerdì 1 ottobre con gli stessi interlocutori. L’unica cosa certa-spiega la Filt Cgil in una nota- è che a tale data la gran parte dei lavoratori avranno risolto il contratto di lavoro perché il consorzio Cisa ha proposto il trasferimento presso altre sedi del Nord Italia. Il rinvio si è reso necessario per definire fra Margherita e Cisa gli accordi sull’incentivo e sugli impegni presi nei vari tavoli. A latere di ciò, vi è la pubblicazione a giorni di un bando di ricollocazione da parte della Regione che, a nostro avviso, non può essere complementare ma alternativo agli impegni presi da Margherita.

Di fatto, da venerdì prossimo i lavoratori sono fuori dalla realtà produttiva. È urgente dunque che Margherita intervenga  con una ricollocazione imminente dei lavoratori o con un incentivo, mettendo in campo misure già applicate nel resto d’Italia nei siti coinvolti nella vertenze Auchan/Conad.

Abbiamo immediatamente impugnato le lettere di trasferimento verso siti delle regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia -afferma invece la Uiltrasporti Basilicata-inviate unilateralmente dal consorzio CISA e abbiamo chiesto l’intervento del Prefetto per fare il resoconto dell’attuale situazione in considerazione del fatto che dopo la firma dell’Accordo Base per la reindustrializzazione del sito, a tutt’oggi, non si è dato corso al successivo Bando regionale.

Con grande senso di responsabilità abbiamo condiviso gli ultimi periodi di FIS  e dal 1 ottobre purtroppo i lavoratori non avranno  più la disponibilità di ammortizzatori sociali. La società Margherita e il Mise non hanno avuto alcun interesse nel salvaguardare il posto di lavoro di questo unico sito rimasto fuori da qualsiasi ripresa delle attività mentre sul restante territorio nazionale si sono adoperati risolvendo le varie problematiche.

Il Consorzio Cisa ha confermato la sua posizione in riferimento alle lettere di trasferimento come unica continuità lavorativa in altri siti non avendo più la possibilità di continuare l’attività a Melfi e non avendo più la possibilità di assicurare gli ammortizzatori sociali per cui non attiverà alcuna procedura di licenziamento collettivo. Si è detta disponibile a non intralciare alcuna iniziativa in caso di dimissioni spontanee.

Il rappresentante di Margherita ha continuato nei suoi monologhi con le solite dichiarazioni senza dare ulteriori aggiornamenti chiarendo che, addirittura, eventuali incentivi sarebbero stati messi sul tavolo solo a quei lavoratori che non sarebbero più stati ricollocati in alcuna attività produttiva.

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