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Donna partorisce in ambulanza nel Potentino

Uil Fpl: Gli equipaggi delle autoambulanze del DEU 118 dell’Asp di Lavello e di Melfi, si sono distinti per prontezza di spirito, professionalità e competenza

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Alle 02:38 della notte scorsa gli equipaggi delle autoambulanze del DEU 118 dell’Asp di Lavello e di Melfi, si sono distinti per prontezza di spirito, professionalità e competenza, nell’espletamento del servizio di pronto soccorso a favore di una giovane donna in procinto di partorire il secondo figlio: intervento che si è concluso felicemente, a bordo dell’ambulanza di Lavello, fra le braccia dell’infermiere e dell’autista.

L’intera equipe composta anche dall’equipaggio dell’ambulanza medicalizzata di Melfi, sopraggiunta nel frattempo, ha così assistito la giovane mamma ed il neonato è venuto alla luce in buone. A darne notizia la Uil Fpl Basilicata.

Ancora una volta-spiega in una nota il segretario Raffaele Pisani- la professionalità di infermieri, medici e operatori tecnici tutti che si prodigano con professionalità e dedizione in qualsiasi condizione di difficoltà e di criticità di interventi, oltre a colmarci di gioia rafforza il nostro orgoglio nei confronti di lavoratori che garantiscono assistenza a 360 gradi dalla nascita fino ad eventi meno gioiosi. Questo esempio di buona sanità va sottolineato per rafforzare nei cittadini la fiducia su un servizio utile ed efficiente, grazie alle competenze dei professionisti e allo spirito di abnegazione che caratterizza medici, infermieri ed autisti soccorritori, che, il più delle volte, non assurge agli onori della cronaca. E’ necessario soprattutto rimarcare che i lavoratori del comparto del 118 hanno spesso a che fare con pazienti critici che necessitano di interventi di terapia intensiva o sub intensiva, prima dell’arrivo nel reparto specializzato.

La Uil Fpl precisa infatti, che gli operatori del comparto dell’emergenza extraospedaliera svolgono un ruolo delicato e impegnativo durante l’assistenza, esponendosi a rischi e disagi lavorativi simili a quelli a cui sono esposti i lavoratori appartenenti alle Unità operative di terapia intensiva, sub intensiva, sale operatorie e servizi di malattie infettive. Per queste ragioni ritiene non più procrastinabile il riconoscimento dell’indennità di rischio (cosiddetta sub-intensiva).

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