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La zanzara coreana è arrivata in Italia, “ci mancava anche questa”

Rischi legati alla trasmissione di nuovi virus

La cosiddetta zanzara coreana, (aedes koreicus), è un esemplare caratteristico di alcune regioni asiatiche come la Cina, il Giappone, la Corea del Sud e parte della Russia. La sua presenza da noi potrebbe essere dovuta all’aeroporto internazionale di Orio al Serio: gli insetti avrebbero viaggiato insieme ai passeggeri e con loro sarebbero atterrati nel nostro Paese.

Una delle caratteristiche più pericolose della zanzara coreana è la sua spiccata resistenza al freddo. Potremmo doverci fare i conti, dunque, anche per tutta la durata dell’inverno. Gli esperti lanciano l’allerta: “Il fenomeno richiede un attento monitoraggio, perché tali esemplari potrebbero essere serbatoi di virus patogeni trasmissibili all’uomo”.

Paolo Gabrieli, zoologo, tra i ricercatori del Dipartimento di bioscienze dell’Università Statale di Milano che ha condotto la ricerca sulla ‘Aedes koreicus’, mette insieme alcuni punti incontrovertibili degli studi fatti finora sull’insetto. “Sappiamo che punge l’uomo, ma non sappiamo se punga anche gli animali o quale sia la sua preferenza”, spiega all’Adnkronos. E questo non è un dettaglio da poco per capire la sua capacità di trasmettere virus o agenti patogeni. “Non saperlo è un problema perché gli animali trasportano patogeni e questo comporta grossi rischi. Basta pensare al virus della Febbre del Nilo, che circola negli uccelli migratori e passa all’uomo tramite le punture di zanzare”.

Al momento il suo ambiente privilegiato sembra essere la montagna: i ricercatori hanno trovato larve di questa zanzara lungo tutto l’arco alpino, ma anche nella zona di Bergamo e Brescia. “Non abbiamo idea di quale sia il potenziale rischio della sua presenza. Può essere – ribadisce – innocua o può essere rischiosa. Per ora sappiamo, ad esempio, che è capace di trasmettere le filarie, note per colpire i cani. Questo già pone un problema di tipo veterinario”. E, ancora, “potenzialmente sappiamo che può trasmettere il virus Chikungunya o il virus dell’encefalite giapponese. La nostra intenzione è approfondire questi aspetti e la capacità di trasmettere virus”.