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In Basilicata la sanità è diventata uno show

Fino a ieri affari e clientele, da qualche tempo anche spettacolo e vetrine propagandistiche

Si spettacolarizza tutto, senza dare informazioni chiare e complete. Quel famoso Ospedale a misura di bambino a Villa d’Agri, tanto propagandato in questi giorni, nessuno sa che cosa sia davvero. Chi sono i medici, quanti sono, su quali attrezzature possono contare e, soprattutto per fare cosa. Non basta dire “un’ampia gamma di discipline nel settore pediatrico: cardiologia, chirurgia, endocrinologia, oculistica, ortopedia, otorinolaringoiatria e urologia. Il tutto è reso possibile dalla quotidiana attività assistenziale dell’UO di Pediatria e dall’operatività di un gruppo di anestesisti pediatrici specializzati.” Chi, come, con quale organizzazione? Ma l’ospedale di Villa d’Agri non è quello dove non si riesce a fare nemmeno la chirurgia di routine? Non è quello dove bisognerebbe attrezzare i presidi di emergenza nel caso di incidente al Centro Olio Eni? Non è quello dove la cardiologia è quasi scomparsa per causa della fuga di medici?

I due milioni di euro assegnati all’ospedale dai Comuni del P.O. Val d’Agri siano spesi bene. Ci auguriamo che Carmine Cicala, uno degli showman dell’evento di presentazione “dell’ospedale a misura di bambino”, non usi lo spettacolo per pura propaganda politica. A proposito, uno dei nuovi arrivati a Villa d’Agri, specialista in ortopedia pediatrica, è per caso lo stesso, giunto dalla Calabria, che alcuni mesi fa ha preso ad esercitare in un poliambulatorio medico potentino privato? Nulla di male, tanto per sapere. E ancora a proposito, le attrezzature e gli strumenti acquistati con i fondi raccolti durante la pandemia Covid destinati all’ospedale valdagrino sono stati inventariati e quindi messi a disposizione del nosocomio o sono ancora accatastati da qualche parte?

Lo show c’è stato in altre occasioni. Ricordiamo l’inaugurazione della nuova terapia intensiva pediatrica nell’ottobre 2018, sappiamo com’è andata a finire. Lo show è quando si annuncia che riapre l’ospedale di Venosa: niente di più che un poliambulatorio pubblico con qualche disciplina strategica di cui è impossibile fare a meno.

Lo show è quando si annunciano i concorsi e poi a quei concorsi non partecipa nessuno: quale medico specialista è disposto a rinchiudersi in un contesto ostile alla crescita professionale? È il caso del concorso per 8 posti di dirigente medico in Neonatologia: 12 ammessi, ma alla convocazione delle prove, il 5 ottobre, si è per caso presentato qualcuno, quanti? E chi presiede la Commissione, un luminare?

Lo show è quando si annuncia, esultando, l’arrivo, per qualche mese, di medici specializzandi dall’Università di Bari: “Con questo accordo facciamo un altro importante passo in avanti nel miglioramento della qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini che potranno contare su prestazioni di qualità grazie anche alla disponibilità dei medici specializzandi.” Quanti sono, in quali discipline sono specializzandi? E poi, si esulta non per l’arrivo di specialisti, ma di specializzandi. I pazienti lucani sono altruisti. Si risponde alla “cronica carenza di medici specialisti”, con un tempo parziale dedicato alla formazione di medici specializzandi. È il fallimento, che viene da lontano, della sanità lucana.

Lo show è quando si nominano dirigenti doppioni, o quando si inventano reparti per sistemare primari.

Lo show è quando si annuncia in pompa magna la “Facoltà” di medicina all’Unibas per poi scoprire che si tratta di un Corso di studi attestato alla Scuola di ingegneria e Dio solo sa che cosa accadrà. Sarà perché si punta sull’ingegneria medica? Ma a Lecce sono già all’avanguardia su questo. Forse perché la scuola di ingegneria sarebbe meglio organizzata anche sul piano amministrativo? E perché non attestare la Scuola di medicina, come previsto in origine, al dipartimento di scienze? Non sarà un caso se le pochissime ore di lezione avviate sono tutte tenute da docenti del dipartimento di scienze. Sarà perché ci sono altri giri di interesse che starà a noi scoprire nel tempo?

Lo show è quando ogni volta si giustificano carenze, disagi, addossando la colpa a quelli di prima. Ormai i cittadini sanno che cosa hanno combinato quelli di prima e di prima ancora, non sanno però che cosa stiano combinando quelli di oggi: informazioni parziali, mezze verità, vetrinismo, passerelle e nulla più.

Lo show è quando un primario ammette di aver manipolato un concorso con la complicità dei suoi dirigenti aziendali e tutti fanno finta di niente, quelli di prima e quelli di oggi.