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La Regione Basilicata “a caccia del covid nelle fogne”

Il Dipartimento Ambiente partecipa al progetto europeo che permette di segnalare precocemente le nuove ondate attraverso un sistema di monitoraggio della presenza del virus nelle reti fognarie

“Segnalare precocemente le nuove ondate di Covid attraverso un sistema di monitoraggio della presenza del virus nelle reti fognarie, un progetto europeo all’avanguardia al quale partecipa il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, nel quale abbiamo sempre creduto e che promette di far raggiungere importanti risultati nella lotta al Coronavirus”. E’ quanto affermano, in una nota, l’Assessore all’Ambiente della Regione Basilicata Gianni Rosa e il Capogruppo di Fratelli d’Italia della Regione Basilicata Giovanni Vizziello.

“Poter disporre di nuovi ed originali strumenti di sorveglianza dell’andamento della pandemia, accanto a quelli tradizionali come i test molecolari e antigenici” – aggiunge Rosa- “ci consente di rafforzare le strategie di contrasto al Covid, intervenendo prontamente, qualora vengano rilevati picchi di contagio, attraverso le misure di contenimento della diffusione del virus rappresentate dalla vaccinazione dei cittadini e dalle chiusure mirate”.

“Prelevare campioni di acque reflue per controllare la circolazione del Coronavirus nella nostra regione” -sottolinea Vizziello- “è manifestazione emblematica della capacità della ricerca scientifica di porsi al servizio delle esigenze di salute dei cittadini, consentendo alle istituzioni di adottare in tempo utile le misure più idonee di contrasto di eventuali focolai di infezione che le analisi delle acque di scarico dovessero rilevare”.

“A breve saranno disponibili gli esiti delle indagini, già in essere da diversi mesi, di questo progetto innovativo che è denominato S.A.R.I.(Sorveglianza Ambientale Acque Reflue in Italia) è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità sulla base della Raccomandazione n.472/2021 dell’Unione Europea” -spiegano Rosa e Vizziello-“ ed è concretamente attuato in Basilicata da ARPAB , in particolare dal Laboratorio di Biologia molecolare della sede ARPAB di Matera e si avvale della collaborazione del personale di Acquedotto Lucano per le operazioni di campionamento delle acque reflue, effettuate, settimanalmente, in prossimità di due punti strategici, il depuratore di Potenza(Tiera di Vaglio) e quello di Matera(contrada Pantano) “.

“In futuro, risolta l’attuale fase emergenziale legata alla diffusione del Covid 19” -concludono Rosa e Vizziello- “potrebbe essere utile utilizzare le analisi delle acque reflue per estendere la sorveglianza epidemiologica ad altri virus e microrganismi patogeni, al fine di disporre di un rapido sistema di allerta precoce circa la diffusione di eventuali nuove epidemie, oltre che di un valido sistema di monitoraggio sanitario dell’intero territorio regionale”.