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Stellantis: a Melfi contratto di solidarietà

Nello stabilimento lucano sarà attivato al 60% dal 31 dicembre 2021 al 1 marzo 2022

Si è tenuto in data odierna l’incontro fra Stellantis e le Organizzazioni Sindacali, in relazione al riavvio del contratto di solidarietà strumento di ammortizzatore sociale, già utilizzato dal 1° agosto, a seguito dell’accordo siglato il 25 giugno; strumento purtroppo sospeso nei mesi di settembre e ottobre, per effetto della crisi globale di semiconduttori, che non permetteva, vista l’enorme problematica di impattare sulla produzione attuale.

Nella riunione odierna, l’azienda nel comunicare che la crisi dei semiconduttori persiste, sebbene in quantità minore, ha palesato la possibilità di poter programmare diversamente le produzioni e nel contempo di poter riattivare il cds, come da ripetute richieste sindacali, con una percentuale del 60 %, ovviamente con una copertura un po’ più alta del precedente accordo, onde evitare fermi improvvisi con sostituzioni dell’ammortizzatore.

Nel contempo le organizzazioni sindacali hanno rivendicato ed ottenuto: la riconferma in toto di tutto il piano industriale, come previsto e stabilito nell’accordo del 25 giugno 2021, che vede Melfi come primo stabilimento italiano nella produzione di vetture elettriche; l’assenza di esuberi; la giusta ed equa rotazione dei lavoratori;  la riconferma della maturazione dei ratei mensili per tutti i lavoratori.

“A fronte della riapertura del cds-fanno sapere Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf in una nota congiunta- auspichiamo, fermo restando la positività della riconferma del piano industriale per il sito di Melfi, che si possa reggere con l’approvvigionamento dei semiconduttori affinché si dia continuità lavorativa ed occupazionale a tutti i lavoratori. Però, per far sì che la riorganizzazione di Melfi proceda al meglio ed in modo equo, è necessario trovare le giuste soluzioni tecniche, ma soprattutto di rimodulazione del lavoro affinché la linea unica potenziata, possa garantire le giuste soluzioni dal punto di vista della sicurezza e della ergonomia delle postazioni di lavoro, oltre che l’implementazione delle aree di assemblaggio delle batterie previste nel piano”.