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Aree interne, “Serve un nuovo paradigma di sviluppo prima che lo spopolamento diventi irrisolvibile”

La segretaria regionale Franchini: importante che tra i gli interlocutori, nell'ambito del dialogo sociale, ci siano le comunità

Si è tenuto nei giorni scorsi a Rifreddo un seminario formativo sullo sviluppo delle aree interne promosso da Cgil Cisl Uil nell’ambito del progetto DISCUSS, Dialogo SoCiale in UE per lo Sviluppo Sostenibile che ha come obiettivo quello di formare le competenze di circa 1500 delegati e operatori sindacali sulle tematiche e sugli ambiti di azione connessi al dialogo sociale. Nella giornata conclusiva, coordinata per la Cisl dal prof. Giuseppe Acocella, rettore dell’Università di Benevento Giustino Fortunato, si è parlato in particolare delle problematiche legate alle aree interne della Basilicata, con gli interventi del prof. Beniamino Murgante, docente Unibas ed esperto di rigenerazione urbana, e dell’architetto Andrea Paoletti che ha presentato il progetto Wonder Grottole.

Dal seminario è emerso che la sfida che attende il sindacato nei prossimi mesi è quella di accompagnare le istituzioni, attraverso un dialogo sociale costruttivo, nella programmazione della grande mole di risorse che investirà il Mezzogiorno, tra PNRR e programmazione comunitaria. In particolare si avverte la necessità di studiare il territorio per valorizzare le sue peculiarità e le sue vocazioni con il fine di programmare correttamente le risorse disponibili evitando la logica dei finanziamenti a pioggia e della “spesa solo per spendere” che paradossalmente ha alimento in questi anni la fuga di imprese e di cervelli. Emblematico – è stato riportato durante il seminario – quanto accaduto nel settore delle energie rinnovabili, dove con il 25 per cento delle pale eoliche installate la Basilicata produce solo il 10 per cento di energia. Il motivo di tale paradosso risiede nell’aver investito su micro impianti con autorizzazioni semplificate che hanno deturpato il paesaggio in cambio di una minima produzione di energia alternativa.

“I sindacati confederali sono ben consapevoli del ruolo che esercitano nell’ambito del dialogo sociale”, ha commentato la segretaria regionale Luana Franchini a margine dei lavori, aggiungendo che “proprio perché c’è la volontà di esercitare fino in fondo il nostro ruolo, abbiamo scelto di puntare sulla formazione dei nostri delegati e operatori sindacali. Nei prossimi anni saremo letteralmente investiti da una mole di risorse economiche, ma siamo davanti al classico Giano bifronte, perché da un lato queste risorse costituiscono innegabilmente un’opportunità, dall’altro sono fronte di preoccupazione perché i tempi per fare gli investimenti sono davvero stretti, pena l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del governo nazionale che significherebbe perdere la possibilità di incidere sulla qualità dei progetti”.

“Queste risorse possono suscitare inquietanti interessi anche da parte della malavita che è il soggetto più interessato a risorse spese in fretta e tanto per spendere, senza alcun collegamento con un’ analisi dei bisogni. Una spesa per rendicontare e non per investire. Noi dobbiamo partire dai bisogni delle comunità per frenare lo spopolamento drammatico dei nostri territori, con asili senza bambini e scuole senza studenti. Per questo – ha concluso la segretaria confederale della Cisl lucana – è importante che tra i gli interlocutori, nell’ambito del dialogo sociale, ci siano le comunità che dovrebbero co-progettare gli investimenti ed essere i protagonisti di un nuovo paradigma di sviluppo, altrimenti si rischia una situazione irrisolvibile”.

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