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Giro d’Italia in Basilicata, prima riunione organizzativa

Il 13 maggio farà tappa a Potenza dopo aver attraversato alcuni fra i luoghi più suggestivi della regione

Con una riunione svoltasi ieri, 14 dicembre, nella Sala degli specchi del Teatro Stabile di Potenza, ha iniziato a muovere i primi passi la macchina organizzativa del Giro d’Italia 2022, che il 13 maggio farà tappa a Potenza dopo aver attraversato alcuni fra i luoghi più suggestivi della Basilicata.

All’incontro, convocato dal Comune di Potenza, hanno partecipato Antonio Nicoletti, direttore generale dell’Apt Basilicata, il sindaco di Potenza, Mario Guarente, l’assessore allo sport del comune di Potenza Patrizia Guma, funzionari del Comune e rappresentanti del Giro d’Italia.

La carovana Rosa farà tappa a Potenza dopo un itinerario di 198 chilometri che partirà da Diamante per attraversare Maratea, Trecchina, Lauria, il Monte Sirino, Sarconi, Grumento, Viggiano, Marsicovetere, Calvello, Abriola, Pignola, Sellata con arrivo nel centro del capoluogo di regione da cui i ciclisti ripartiranno il giorno dopo.

Nel corso dell’incontro organizzativo sono stati ribaditi alcuni numeri che riguardano una fra le più importanti kermesse sportive internazionali. Qualche dato: 200 Paesi collegati, 768 milioni l’audience complessiva globale, una copertura tv su cinque continenti. E ancora, l’ultima edizione ha visto la partecipazione di 671 media di cui 496 giornalisti e 175 fotografi rappresentativi di 324 testate internazionali, nazionali e locali.

Per il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi “Tornare ad accogliere il Giro d’Italia nelle strade lucane, se per noi amministratori è un motivo di orgoglio, per i lucani deve essere un segnale di fiducia. Il Giro d’Italia è uno strumento che unisce i nostri territori nella loro straordinaria bellezza, amplificandone la visibilità a livello globale. È per questo che, come sistema regionale, abbiamo voluto fortemente sostenere quest’iniziativa di promozione della Basilicata, una regione dove il patrimonio ambientale e culturale devono essere in grado di generare sviluppo e contribuire al miglioramento della qualità della vita dei residenti. Con l’impegno profuso nella programmazione di iniziative per lo sviluppo delle nostre aree interne- conclude Bardi – non si tratta di un’iniziativa estemporanea, ma di un tassello di una vera e propria strategia di sviluppo”.