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Matera, ex scuola “G. Fortunato”: “ennesimo fallimento della giunta Bennardi”

La Giunta regionale ha revocato il finanziamento concesso al Comune per l'”incremento dell'offerta degli alloggi sociali a canone moderato”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dei consiglieri comunali di opposizione di Matera.

La Giunta Regionale di Basilicata, con delibera del 3/12/2021, ha revocato il finanziamento concesso nell’ambito del PO FESR Basilicata 2014/2020 al Comune di Matera per l’”incremento dell’offerta degli alloggi sociali a canone moderato”. Finanziamenti che l’amministrazione Bennardi intendeva utilizzare per il contestato progetto di demolizione della ex Scuola Giustino Fortunato. Una sonora sconfitta per il governo cittadino, che ha evidenziato tutta la debolezza della sua maggioranza pur di portare avanti il progetto proposto dall’Ater di Matera, anche contro gli abitanti del quartiere.

Eppure, era ben noto che il ritardo nella procedura comunale di dichiarazione di pubblica utilità e nel conseguente rilascio del permesso di costruire stava mettendo a rischio il finanziamento, come ripetuto in Consiglio Comunale dai consiglieri contrari all’intervento e soprattutto come stabilito nella quinta, sesta e settima seduta del Comitato di Coordinamento e Monitoraggio dell’Accordo di Programma ITI Città di Matera, che fissava il cronoprogramma.

L’amministrazione ha fallito il suo obiettivo per incapacità, inadeguatezza ed arroganza, credendo probabilmente di poter impunemente disattendere le regole della procedura di erogazione del finanziamento. Ha trascinato, però, nella sua sconfitta la comunità materana, che ha perso un finanziamento di € 1.500.000,00. Risorse che avrebbero potuto essere correttamente indirizzate ed impiegate in un’opera davvero idonea a soddisfare le esigenze di alloggi sociali: in un anno ci sarebbe stato tutto il tempo necessario per individuare, in modo condiviso, con la cittadinanza ed i Consiglio tutto, un luogo diverso su cui eseguire l’intervento. Né sono mancate utili proposte in tal senso. Così, invece di scegliere la strada del dialogo e del buon senso si è fatto ricorso al solito uso dei muscoli.

E’ dunque ineludibile una domanda: se era già noto all’assessore e all’esecutivo cittadino che i termini erano inutilmente decorsi, perché chiedere al Consiglio Comunale di esprimersi inutilmente, peraltro senza rendere edotti i Consiglieri sullo stato della procedura? Tutto ciò mina la credibilità dell’Amministrazione, ed in particolare dell’assessore al ramo, che dovrebbe interrogarsi, unitamente al Sindaco e alla sua maggioranza, sull’opportunità di rassegnare le dimissioni.

I consiglieri Nicola Casino, Pasquale Doria, Angelo Lapolla, Mario Morelli, Cinzia Scarciolla, Marina Susi, Filomena Tosti, Augusto Toto, Adriana Violetto