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Uccisi da fuga di gas a Brienza, “non si può morire così a 20 anni”

"Ora arriverà puntualmente il cordoglio. Invece della necessaria e dovuta modifica dei comportamenti con l'attuazione di politiche di prevenzione per condizioni dignitose di vita e di lavoro"

Di seguito la nota di Pietro Simonetti sulla morte di due giovani operai a Brienza.

“Questa mattina la stampa dava conto degli indici di spopolamento della Basilicata per il bassissimo tasso di nascite oltre all’aumento della mortalità per effetto della popolazione anziana. Poi è arrivata la terribile informazione dei due giovani boscaioli di 22 e 28 anni rumeni morti a Brienza da giorni. Le prime informazioni parlano di esalazioni da una stufa a gas utilizzata per riscaldare la camera di una casa rurale. Non si può morire così a vent’anni. Non è la prima volta. Era già accaduto a Tito.

I migranti stranieri residenti in Basilicata sono nel 2021 circa 24.000. Quelli che lavorano oltre 50.000 prevalentemente occupati in agricoltura, lavoro di cura, zootecnia, industria boschiva e nel ciclo delle costruzioni. Un 40% di questa manodopera lavora in nero. Molte abitazioni sono prive di riscaldamento molte sono di fortuna.

A fronte del contributo che l’immigrazione fornisce al sistema produttivo e dei servizi in Basilicata, in termini di reddito e di valore aggiunto, si registra da tempo una scarsa attenzione dei Comuni e degli Enti territoriali sulle condizioni di vita e di lavoro di queste persone. Non si tratta solo di sfruttamento lavorativo, della mancata attuazione dei contratti di lavoro e dell’assicurazione previdenziale. Molto di più: comportamenti che partono da una concezione prima di tutto prevalentemente culturale. I migranti, come le parti deboli della società possono essere sfruttati e trattati con l’esclusione e la marginalità in una regione che ha visto emigrare dal 1860 oltre 800.000 lucani diventati ad oggi 1,2 milioni con i discendenti.

Ora arriverà puntualmente il cordoglio. Invece della necessaria e dovuta modifica dei comportamenti con l’attuazione di politiche di prevenzione per condizioni dignitose di vita e di lavoro per questi migranti che sono circa il 10%della popolazione lucana ed il 25%di quella lavorativa.”

Pietro Simonetti Tavolo Nazionale caporalato /Ministero del Lavoro