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Basilicata. Settima tappa del viaggio nei vicoli dell’imprenditoria lucana: amici, parenti e soci

È opportuno che un esponente politico sia anche Responsabile dei procedimenti nelle gare di appalto? Breve storia della procedura per l’affidamento del servizio di gestione del Centro Unico di Prenotazioni telefoniche sanitarie, del servizio di Contact Center Regionale e del supporto amministrativo e tecnico per gli obiettivi dell’Agenda Digitale

Oggi riprendiamo il nostro viaggio, questa volta molto breve, nei vicoli dell’imprenditoria lucana, ripartendo dalla terza tappa pubblicata l’11 giugno 2021. Riprendiamo il cammino dalla Publisys Spa perché in questi giorni c’è stata una svolta nell’aggiudicazione della gara d’appalto “Soluzioni e servizi avanzati a supporto dell’Agenda Digitale” della Regione Basilicata. Si tratta in sostanza dell’affidamento del servizio di gestione del Centro Unico di Prenotazioni telefoniche sanitarie, del servizio di Contact Center Regionale e il supporto amministrativo e tecnico per gli obiettivi dell’Agenda Digitale.

Il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata il 31 dicembre 2021, ha definitivamente sancito la illegittima esclusione del raggruppamento composto dalle società Datacontact, Lucana Sistemi e Traccia, risultato inizialmente primo classificato nella gara, stabilendo così il subingresso del raggruppamento nella gestione del servizio che, da giugno 2021, è in gestione all’Ati GPI – Publisys.

Cerchiamo di capire, come sono andate le cose?

Il Gruppo Gpi in raggruppamento temporaneo d’impresa con Publisys spa, si aggiudica per 14,7 milioni di euro, la gara di appalto. Il contratto ha la durata di due anni, con la possibilità di rinnovo per altri due. L’aggiudicazione definitiva è datata 9 febbraio 2021 in seguito a una sentenza del Tar Basilicata che accoglieva le ragioni del Rti Gpi, contro un ricorso dell’altro raggruppamento di impresa concorrente (Datacontact, Lucana Sistemi e la Traccia) che contestava la decisione della Commissione di escluderlo dalla gara. In ballo circa 30 milioni di euro (appalto di due anni prorogabile per altri due), intorno al quale si forma, come spesso accade, un circuito di potere.

A conclusione delle operazioni di gara, cui venivano ammessi tutti gli operatori che ne avevano fatto richiesta, risultava prima classificata l’offerta formulata dal Rti Dataconctact (97,09 punti), in cui favore veniva formulata la proposta di aggiudicazione, mentre al secondo posto si collocava il Rti Gpi (95,87 punti). Tuttavia il raggruppamento Datacontact viene escluso.

Perché il raggruppamento Datacontact viene escluso?

Il Responsabile del procedimento, Vincenzo Telesca, rileva che l’ex amministratore delegato della mandataria Datacontact S.r.l. era stato condannato nel 2015 dalla Corte di Cassazione per concorso in bancarotta fraudolenta, con inabilitazione all’esercizio di impresa commerciale e incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per la durata di 10 anni. Questa, secondo la Stazione appaltante è la ragione principale dell’esclusione di Datacontact dalla gara. Non stiamo qui a riprendere tutta la vicenda nei dettagli tra ricorsi e contro ricorsi, ci basti dire che il Consiglio di Stato con sentenza del 2 dicembre 2021, pubblicata il 31 dicembre 2021, dispone il subentro nel contratto di Datacontact, ribalta quasi completamente la sentenza del Tar e muove gravi censure e rilievi alla Stazione appaltante.

Le censure mosse alla Stazione appaltante

 Tra i rilievi del Consiglio di Stato, almeno due appaiono gravi: la circostanza della condanna per concorso in bancarotta dell’ex amministratore Datacontact non è causa di esclusione, il CdS motiva ampiamente questa determinazione richiamando norme e sentenze; questa circostanza e le altre minori a sostegno del provvedimento di esclusione, del 30 luglio 2020,  sono state rilevate successivamente alla conclusione delle procedure di gara, ad avvenuta ammissione dei concorrenti e dopo la verifica delle offerte con l’attribuzione dei relativi punteggi. In sostanza, prima scopri le carte e poi decidi di escludere il raggruppamento vincente con motivazioni che, tra l’altro, il Consiglio di Stato ha poi rigettato.

La vicenda così conclusa, dà origine a un mezzo pasticcio. Fino ad oggi a gestire il servizio era Gpi-Publisys, con le sue metodologie e tecnologie, da oggi tutto passa nelle mani di Datacontact con le sue metodologie e tecnologie. Ci auguriamo che il travaso non crei ulteriori problemi al funzionamento del sistema informatico sanitario regionale.

Una gara d’appalto campale

Abbiamo già parlato di Publisys e delle altre società più o meno in relazione, tra le quali la GSI, la GHS, la Tafin, in uno dei nostri viaggi nell’inchiesta sull’imprenditoria lucana. Un’area di imprese, che al pari di altre, in un certo qual modo intratterrebbe relazioni di amicizia con alcuni esponenti politici. L’eventuale circostanza non sarebbe un reato né una diminutio del valore, delle capacità e della professionalità delle imprese. Su questa gara si sono fronteggiati due raggruppamenti di grosso calibro sia dal punto di vista dell’esperienza professionale, sia dal punto di vista del peso economico e finanziario. Due raggruppamenti che è difficile non collocare in circuiti relazionali separati e contrapposti, oltre il contesto della competizione imprenditoriale. Tuttavia, la vicenda di questo appalto pone una riflessione sul tema dell’opportunità.

Chi è il responsabile del procedimento di questa gara?

Vincenzo Telesca, già consigliere Comunale del Pd al Comune di Potenza, poi passato a Italia Viva, in seguito abbandona il partito di Renzi ed entra a far parte del Gruppo misto nel Consiglio comunale del Capoluogo. Tuttavia firma i comunicati stampa in qualità di consigliere di centro sinistra. Alla Suab dal 2014, riconfermato nel novembre 2021. Rup (Responsabile unico del procedimento) e istruttore, in molte procedure di gara, comprese quelle relative alla sanità. Di recente un giornale locale lo ha definito “astro nascente della politica lucana”.

Non abbiamo alcun motivo di dubitare della correttezza, della buona fede e della professionalità di Telesca nel suo lavoro di gestione dei procedimenti di gara in qualità di dirigente e Rup della Stazione Unica Appaltante regionale. Tuttavia dobbiamo rilevare che in queste delicate e complicate faccende una questione di opportunità andrebbe sollevata: è opportuno che un esponente politico assuma il ruolo di Responsabile del procedimento nelle gare d’appalto? A noi sembra assolutamente inopportuno, a tutti i livelli, sia regionale sia locale.

Dal 2015 al 2020 la Suab ha gestito 108 gare per un importo complessivo a base d’asta di oltre 2,5 miliardi di euro, il 90% dell’importo riguarda la sanità. È evidente il peso, non solo economico, della gestione delle procedure e gli effetti che quella gestione produce sul tessuto imprenditoriale e del sistema sanitario. Un motivo in più per rispondere alla nostra domanda: è opportuno che un esponente politico assuma il ruolo di Responsabile del procedimento, o di istruttore, nelle gare d’appalto?

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