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Basilicata, Vito Bardi e il cambiamento perso per strada

Il presidente della Regione fa tenerezza e viene voglia di abbracciarlo. L'intervento conclusivo del dibattito nella seduta del Consiglio regionale di ieri

“La maggioranza tutta ha dato dimostrazione di voler approvare un provvedimento che è strategico per la nostra terra. Le chiacchiere lasciamole a chi le fa, noi oggi stiamo dimostrando a tutti i lucani di essere una maggioranza coesa”. Lo ha detto il presidente della Regione Vito Bardi nell’intervento svolto ieri sera nell’Aula del Consiglio regionale a conclusione del dibattito sull’approvazione del Piano strategico regionale.

“Tutti noi della maggioranza – ha aggiunto Bardi – dobbiamo crederci ed essere uniti per poter andare avanti. Mi è stato detto di rinnovare l’azione politica della Giunta, facciamolo insieme, per fare qualcosa che sia utile alla nostra società. Sono convinto che non si può tornare indietro: il Piano strategico è solo il momento di partenza per dare attuazione a tutti i programmi annunciati, che devono essere riempiti di contenuti. (…) Dobbiamo dare dimostrazione al popolo lucano che il cambiamento annunciato è una realtà. I lucani devono credere nel cambiamento, che è l’unico modo per uscire dal torpore che da troppo tempo attanaglia la nostra Regione”.

Detto questo, come si fa a non provare un sentimento di tenerezza nei confronti del presidente? Pur di salvare il salvabile è disposto a capovolgere la realtà e a raccontarla con stravaganti ingredienti di pura fantasia. Ma siamo certi che lui ci crede.

Proviamo a leggere con attenzione le sue parole. Intanto, parla alla sua maggioranza, mal celando le fibrillazioni che spingono il suo governo sull’orlo della crisi: un appello quasi disperato alla concordia. “Il Piano strategico regionale è solo il momento di partenza.” Un momento di partenza? Ma lo sa Bardi che il suo governo si è insediato da quasi tre anni? Si parte adesso? Per fare cosa? Lo dice egli stesso: “per dare attuazione a tutti i programmi annunciati, che devono essere riempiti di contenuti.” Caspitina, oggi scopriamo, a conferma di quanto scritto più volte da questo giornale, che il programma del centrodestra non aveva alcun contenuto. Adesso si fa sul serio: “è il momento di agire.” Immaginate uno studente che decide di agire con lo studio a due mesi dalla chiusura dell’anno scolastico. Immaginatelo che a due mesi dall’esame, dopo un anno di filone, annunci agli inseganti: questo è solo il momento di partenza. Che carino.

Rivolgendosi alla sua litigiosa maggioranza Bardi è perentorio: “Dobbiamo dare dimostrazione al popolo lucano che il cambiamento annunciato è una realtà. I lucani devono credere nel cambiamento”. Purtroppo, ormai, al cambiamento annunciato, mai chiarito nei percorsi e nei traguardi, non ci credono nemmeno i consiglieri di centrodestra, perché dovrebbero, ancora, crederci i lucani? Se c’è oggi bisogno di dare dimostrazione, evidentemente nel frattempo, cioè per metà legislatura, non è stato dimostrato nulla.

“Le chiacchiere lasciamole a chi le fa, noi oggi stiamo dimostrando a tutti i lucani di essere una maggioranza coesa”. Le chiacchiere fino ad oggi, ci risulta dai fatti, sono state una prerogativa della Giunta a trazione leghista. E poi, la coesione interna alla maggioranza è una barzelletta che ormai non fa più ridere.

Mi è stato detto di rinnovare l’azione politica della Giunta, facciamolo insieme, per fare qualcosa che sia utile alla nostra società”. Per fare qualcosa che sia utile alla società? A voi i commenti.

Intanto, il Piano strategico portato in aula con un ritardo senza precedenti rispetto ai tempi previsti dallo Statuto (2 anni e mezzo) se lo sono approvato da soli: 11 voti favorevoli, 6 astensioni, a parte gli assenti al voto, Merra e Zullino, tanto per confermare la maggioranza coesa. La Lega di Salvini, si sa, ormai è spaccata in Basilicata, per ragioni che loro definiscono “politiche”.

E’ inutile, Bardi non è un politico, è un brav’uomo e fa davvero tenerezza, ti viene voglia di abbracciarlo. Tuttavia la Basilicata avrebbe urgente bisogno di altro, ma senza tornare indietro.