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Un operaio Stellantis di Melfi ai colleghi: “Un’ora di salario per sostenere la famiglia di Rossella”

Così Antonio: “Molti di noi si sono espressi con messaggi di cordoglio nei confronti della collega che non c’è più. Allora perché non dare un segnale, che vada al di là delle parole, a sostegno del suo nucleo familiare?

L’appello di un operaio Stellantis ai colleghi “Per noi un’ora di salario sono solo 10 euro, è nulla. Ma il gesto simbolico verso la famiglia di una mamma, una lavoratrice che non c’è più, mi sembra un segnale più forte anche di quello sciopero fatto dopo la morte di Rossella e che ebbe un’adesione piuttosto bassa tra noi di Stellantis”.

Parte così l’appello di Antonio, operaio di Melfi e suona come una proposta “sia nei confronti dei colleghi Stellantis, sia verso l’azienda”, la quale potrebbe facilitare l’iniziativa “a livello amministrativo e burocratico” qualora ci fosse un’adesione da parte dei “7mila colleghi” della multinazionale che lavorano nell’area industriale di S. Nicola.

Un sostegno simbolico verso la famiglia di Rossella L’idea, ad Antonio, è venuta nei giorni successivi alla terribile morte di Rossella Mastromartino, 36 anni, deceduta lo scorso 18 dicembre, all’uscita del turno di notte, investita da un autobus, in un’area, quella dell’Indotto di San Nicola di Melfi, da sempre poco illuminata. Se è vero che Prefettura, Regione e Amministrazioni locai sono giunti a delineare una road map con cui provvedere all’illuminazione del tratto, per ora niente è ancora visibile. Ma soprattutto, nel frattempo, si piange la scomparsa di un’operaia che dopo il turno di notte non ha fatto più ritorno a casa, dai suoi figli, dal marito e dalla famiglia. “Quando venne indetta un’ora di sciopero dopo i tragici fatti – osserva Antonio – tra i colleghi di Rossella, all’Indotto dove operava, c’è stata una forte adesione. Tra di noi della fabbrica madre (Stellantis) l’adesione è stata invece bassissima e questo è stato un brutto segnale”.

“Un’ora di salario al di là dei tanti messaggini sulla rete” E proprio mentre all’ora di sciopero aderivano solo pochi operai Stellantis, “sulla rete alcuni operai proposero di offrire un’ora di salario invece dell’ora di sciopero”, racconta Antonio. La proposta è stata subito segnalata anche ai sindacati, che però a distanza di un mese pare non abbiano accolto, almeno formalmente, la richiesta. “A questo punto non resta che proporla come singoli operai – rilancia Antonio – per vedere effettivamente se e quanti operai aderiranno. Si tratta di un gesto di umanità, fatto senza alcuna finalità che vada al di là del ‘cuore’ di ognuno di noi. Ho provato a sensibilizzare anche segretari e rappresentanti sindacali ma non mi pare che ci sia stata alcuna risposta concreta da parte loro”. E ancora: “Molti di noi si sono espressi, giustamente, con messaggini su fb e sulla rete con toni di cordoglio nei confronti di Rossella. E allora perché non dare un segnale che vada oltre le parole, a sostegno della sua famiglia. Mi sembra un piccolo atto di cortesia, dentro un dramma così grande, così atroce e difficile da accettare”.