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Basilicata. Ottava tappa del viaggio nei vicoli dell’imprenditoria lucana: soci, amici e parenti

La In.HR spa, gli assetti societari, l’indagine della Procura di Palermo e una curiosità su Mario Polese

Ripartiamo dalla galassia Geocart, dalla sua storia più recente e in particolar modo dalla IN.HR Agenzia per il lavoro e dai suoi assetti societari. In pratica quella che era la sesta tappa del nostro viaggio è anche l’ottava. In tutto questo tempo non ci siamo mai spostati dal “territorio” di Antonio Colangelo e compagni. Abbiamo invece fatto delle lunghe passeggiate nei corridoi e nelle stanze di quelle che erano e sono le aziende a lui riconducibili. Qui troviamo altri protagonisti tra i quali Giuseppe Telesca, Rocco Spera, Mario Polese. Ci hanno incuriosito alcune Società incontrate nel corso del viaggio pubblicato il 22 luglio scorso e abbiamo così deciso di approfondire le nostre conoscenze e di condividerle con l’opinione pubblica. Ci sono voluti molti mesi per completare questo nuovo lavoro. La ricerca di documenti ci ha portato a varcare la soglia di diversi uffici dove abbiamo riscontrato sia timide disponibilità a collaborare sia secchi rifiuti: “no comment”, oppure, “non so di cosa parla”.

Alla fine siamo riusciti a mettere insieme altri pezzi che consentono di ricostruire meglio un circuito societario di cui nella prima parte, sesta tappa del viaggio, abbiamo citato solo il nome: la in.HR spa

La IN.HR Agenzia per il lavoro spa (da ora IN.HR Apl)

La società nasce nel 2015 e inizia l’attività nello stesso anno. Ha la sede legale a Potenza in via Marconi. L’attività prevalente è somministrazione di manodopera, ricerca e selezione del personale. Ha unità locali a L’Aquila, Bari, Bra (Cuneo), Cesena, Siracusa, Chivasso.  Tra le tante commesse, quelle delle aziende OIL&GAS in Basilicata. Al 31 marzo 2021 ha 987 addetti. Il capitale ammonta a 600mila euro suddiviso in 120 azioni del valore di 5mila euro. La proprietà è divisa tra la Herculea S.r.l. (96 azioni), Giuseppe Telesca (12 azioni), IN.HR. Apl spa (12 azioni). Amministratore Unico è Giuseppe Telesca che è anche, in partica, socio di maggioranza poiché detiene il 98% della Herculea S.r.l. (capitale sociale 10mila euro). Procuratore speciale è Rocco Spera, già quadro direttivo della Banca Carime fino al 2008. Un classico: una Società a r.l. con 10mila euro di capitale controlla un’altra Società S.p.a. con 600mila euro di azioni.  La Geocart sarebbe stata socia della IN.HR fino al maggio 2019  società quest’ultima che, dunque, non è oggi riconducibile al Gruppo Geocart, ma che rimane degna di nota nel quadro di questo nuovo viaggio.

Amministratore unico della Herculea S.r.l. (socio di maggioranza della IN.HR. Agenzia per il lavoro spa) è, al maggio 2021, la Boxolution S.r.l. che detiene il 2% della Herculea. La Boxolution S.r.l., ha 10mila euro di capitale, amministratore unico è Maurizio Colonnese che detiene come socio il 20% del capitale, mentre l’80% è detenuto dall’altro socio Giuseppe Telesca. Telesca e Colonnese erano già soci nella s.n.c. GM, commercio articoli all’ingrosso e al dettaglio di abbigliamento, società cessata nel 2010.

La Herculea S.r.l. e la Boxolution S.r.l.

Queste due società ci hanno incuriosito e ci siamo posti la domanda: perché sono state costituite? Che ruolo hanno avuto nel circuito Colangelo-Telesca-Spera?

Riprendiamo in mano le visure e le confrontiamo con alcuni documenti recuperati in alcuni uffici. Ebbene, l’ipotesi giornalistica che ci convince è che la Herculea S.r.l. sarebbe servita a Giuseppe Telesca per rilevare le quote di Antonio Colangelo nella In.HR Apl. In sostanza, sembrerebbe che Colangelo avesse un debito, di circa 1,5 milioni di euro con la In.HR Apl Srl di cui lo stesso Colangelo era socio di maggioranza all’80%. Un debito di una sua società con un’altra sua società.

Debito che sembra essere stato trattato attraverso un giro societario con la Herculea S.r.l. Il ragionamento che sarebbe stato condiviso all’interno della In HR Apl, allora Srl, da Telesca e Colangelo, compreso il delegato alla finanza Rocco Spera, potrebbe essere il seguente: “vediamo come gestire questo credito che la In HR  Apl ha in pancia per lavoro somministrato alle società di Colangelo e mai pagato, nello stesso tempo però Colangelo dovrà cedere il suo 80% di quote detenute nella In.HR Apl alla società di Telesca e Colonnese – la Herculea S.r.l. – che diventa socio di maggioranza della In HR Apl.  Un patto tra amici?

E la Boxolution S.r.l. che ci fa da queste parti?  Boxolution S.r.l. è la società proprietaria, e amministratore unico, della Herculea S.r.l. E chi sono i soci titolari della Boxolution, al 15 maggio 2021? Colonnese al 20% e Telesca all’80%. Insomma, Giuseppe Telesca è padrone assoluto della In HR Apl. Quanto è costata a Telesca questa operazione? È un mistero, anche perché tutto sembra costruito intorno al debito di Colangelo, ossia al debito di Geocart e di altre società della sua galassia, nei confronti della In HR Apl. Debito che non siamo riusciti a capire che fine abbia fatto. Né siamo riusciti a capire se Telesca abbia mai versato a Colangelo una cifra pari all’80% delle quote rilevate.

La gioielleria, Mario Polese e i prestiti 

Torniamo ai tempi in cui presidente del Cda della IN HR Srl, poi diventata Spa, era Antonio Colangelo, mentre Giuseppe Telesca era amministratore delegato e Rocco Spera delegato alla finanza o se volete, procuratore speciale. Fatto sta che dalle carte in nostro possesso registriamo un paio di casi in cui la In HR Apl di cui Antonio Colangelo era ancora socio di maggioranza, avrebbe concesso un prestito alla Geocart Spa di cui Antonio Colangelo era, diciamo così, titolare. Anzi la Geocart all’epoca era socio della In.HR Apl.  Ad onore del vero quei prestiti sarebbero poi rientrati.

In quel periodo, parliamo del 2017-2018, non ci risulta che la In.HR Apl avesse una liquidità tale da permettersi certe leggerezze. Tant’è che l’azienda pare avesse o abbia ancora in corso numerosi rateizzi previdenziali e fiscali, peraltro legati a spettanze dei dipendenti e lavoratori somministrati. Un aumento di stipendio, pari a 25mila euro, a Giuseppe Telesca però era, evidentemente,  possibile nello stesso periodo.

Curioso appare anche il saldo di una fattura a una gioielleria di Potenza, circa 20mila euro sul finire del 2017. Che ci fa la In HR Apl con 20mila euro di gioielli o di chissà che cosa? La domanda è pertinente poiché abbiamo scoperto – fonti clienti dell’azienda – che negli anni la In. Hr Apl avrebbe speso cifre molto limitate per fare regali nelle occasioni di festa: panettoni o roba del genere. Niente di male, ma sarebbe interessante conoscere le ragioni aziendali di quella spesa in gioielleria.

Ci ha anche incuriosito una donazione liberale di 300 euro al Partito Democratico, referente allora era Mario Polese, attuale consigliere regionale di Italia Viva, in data 16 febbraio 2018. Troviamo poi nelle dichiarazioni dello stesso Polese sui contributi ottenuti per la sua campagna elettorale nel 2019, una cifra di 2 mila euro erogata dalla Boxolution S.r.l. Niente di anomalo naturalmente, ma solo una curiosità.

Ci chiediamo se gli altri protagonisti della In. HR, direttore, soci, collegio sindacale o revisori abbiano notato queste “stravaganze”. Il presidente del Collegio sindacale, Antonio Di Tolla, che pare allora rivestisse la stessa carica in Geocart e nel consorzio Tern, sicuramente ha fatto il suo lavoro con diligenza e certamente tutti gli episodi che a noi, inesperti di cose contabili, appaiono un po’ strani sono spiegabilissimi.

L’inchiesta sull’Azienda Trasporti della Sicilia

È cronaca di questi giorni, l’inchiesta che travolge l’Azienda Siciliana Trasporti e scuote la Regione siciliana. L’Ast sarebbe diventata un covo di malaffare. Appalti truccati, favori e assunzioni pilotate dalla politica. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo. Su richiesta della Procura della Repubblica finisce agli arresti domiciliari il direttore generale Ugo Fiduccia.

Gli indagati sono in tutto sedici. Il gruppo dei pm che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, contesta a vario titolo le ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Ma la faccenda che coinvolge i nostri conterranei – secondo la stampa siciliana e il quotidiano La Repubblica –  riguarda la In.HR Agenzia per il lavoro di Potenza che nel 2019 si è aggiudicata l’appalto triennale per 6 milioni di euro per fornire lavoratori interinali all’Ast siciliana. Le assunzioni sarebbero state influenzate da logiche di natura politica piuttosto che dalle effettive necessità aziendali.

E così tra i sedici indagati finiscono Giuseppe Telesca, amministratore unico della In.HR spa e Mario Salbitani, dipartimento amministrativo della In.HR spa. Per loro è stato disposto il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione per 12 mesi.  Siamo certi che fino a prova contraria né Telesca né Salbitani hanno commesso illeciti di qualunque natura. Seguiremo l’evoluzione della vicenda.

Arrivederci alla prossima tappa. Le altre puntate le trovate anche qui

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