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Agricoltura, “sempre più complicato ricorrere alle misure per la copertura dei rischi”

La riflessione di un agricoltore materano

Ricorrere alle misure per la copertura dei rischi agricoli sta diventando oltremodo complicato negli ultimi tempi, sia per i costi elevati che per le prestazioni che noi agricoltori riceviamo in caso di sinistro. Inoltre, si avverte una sempre più diffusa ritrosia delle compagnie assicuratrici ad assumere i rischi ed offrire all’utenza copertura in linea con le esigenze. So benissimo che le assicurazioni sono imprese e quindi lavorano solo in condizioni di adeguata sostenibilità economica e guardano al profitto a breve e medio termine. Ma ci sono i problemi e le attese delle imprese agricole che oggi spesso non sanno a chi rivolgersi e come realmente affrontare il tema della gestione rischio.

C’è quantomeno da rimpiangere la vecchia legge 185/92. Invece di regalare soldi alle assicurazioni che liquidano in caso di danni una miseria e con tariffe alte. Ad esempio, per il pacchetto con gelo si arriva al 20% del costo sul valore assicurato e c’è una franchigia del 30 % per un importo max di liquidazione del 50% del danno subito.

Che fare? Si potrebbe pensare invece di renderle obbligatorie (ma potrebbe essere poi il gioco delle 3 carte). Si potrebbe pensare a costruire sui frutteti tunnel di protezione sulla falsa riga del bonus 110% ‘’ Patuaneli docet ‘’. Infatti in agricoltura una simile soluzione non è mai stata applicata si è pensato solo al credito d’imposta da scomputare in tasse future ( intanto l’agricoltore deve pagare in contanti o a rate con intessi).

Oggi il credito d’imposta arriva a circa al 40% sulle macchine 4.0 che rispetto ad una macchina comune costano circa un 15% in più se non oltre, poi sugli interessi ce la legge Sabatini che ha un valore di circa il 15% dato in un’unica soluzione dopo circa un anno. Visto ormai le conclamate difficoltà se non il fallimento del sistema assicurativo ,sono sempre meno le compagnie che assicurano con indennizzi miseri oltre a costi e franchigie alte o allungamento dei giorni di mancata copertura: per il gelo dalla stipula devono passare 12 giorni, per la siccità 30giorni.

Sarebbe il caso a mio avviso di provare a costruire tunnel di protezione non più con i crediti d’imposta ma direttamente tramite banche/enti pubblici/ ditte installatrici/agricoltori, serre o tunnel che diano una garanzia pluriennale un tunnel fatto bene copre diverse annualità d al limite ci sarebbe da sostituire il telo di copertura per usura. Le Regioni che oggi sono alle prese con la costruzione del PSR 2023-2027 dovrebbero prendere seriamente in considerazione tale ipotesi e prevedere le specifiche misure che operano in tale campo. Giuseppe Corrado, Nova Siri (Matera)