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Arpab, “un presidio per chiedere la rimozione del direttore generale”

I segretari del Pd e Articolo Uno Basilicata: Le “gravi e reiterate violazioni” che Bardi contestava a Tisci sembrano essere state dimenticate

I segretari del Pd e di Articolo Uno Basilicata, Raffaele La Regina e Carlo Rutigliano,  annunciano un presidio ai cancelli dell’Agenzia regionale per l’Ambiente che si terrà domani, 5 marzo per chiedere la rimozione del direttore generale Antonio Tisci. I due segretari, in una nota congiunta spiegano: “È stato proprio il Presidente della Regione a ribadire la necessità “che chi ricopre incarichi pubblici si dimostri all’altezza dei propri compiti e ruoli e tenga sempre comportamenti esemplari nell’esercizio delle proprie funzioni.”

Esattamente un mese fa il direttore di Arpab veniva denunciato dai Nas perché trovato nel suo ufficio pur essendo sottoposto ad isolamento domiciliare, perché positivo al covid. Un fatto di una gravità inaudita. Un comportamento del tutto irresponsabile, che ha messo a rischio i lavoratori e le lavoratrici dell’ente. Una beffa a tutti i lucani che da due anni rispettano, con sacrificio e senso di responsabilità, ogni norma e restrizione contro la diffusione del virus.

Questo avveniva -aggiungono La Regina e Rutigliano-dopo mesi di totale silenzio sulle gravi parole rivolte a Gino Strada nel giorno della sua scomparsa e la larghissima indignazione popolare che hanno suscitato. Mesi in cui, giorno dopo giorno, si è delineato un quadro di estrema gravità: atti e scelte dettate da logiche del tutto individuali e ben lontane dal merito e dall’interesse generale che il direttore di un’agenzia pubblica dovrebbe avere come unico obiettivo da perseguire, con demansionamenti all’ordine del giorno se non si rispondeva a logiche predeterminate.

Domani ricorrerà un mese dalla sospensione di Tisci dal suo ruolo di Direttore dell’ente che, mai come in questa fase storica, svolge un ruolo fondamentale per la Basilicata sul piano energetico e ambientale. Dopo un mese siamo ancora in attesa della sua rimozione. Le “gravi e reiterate violazioni” che Bardi stesso contestava a Tisci -concludono i due segretari-sembrano essere state dimenticate. Se le parole hanno ancora un valore, quelle del Presidente non possono che tradursi nella rimozione del direttore generale dal suo incarico. Domani saremo in presidio ai cancelli dell’Arpab dalle ore 10:30 per chiedere che non si perda più tempo. Tisci venga immediatamente rimosso”.