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Carenza di personale nei centri dialisi della Basilicata, pazienti pronti alla protesta

L'annuncio del segretario Aned Matera: "Nonostante i continui solleciti, non abbiamo mai ricevuto riscontro né ci è stata data la possibilità di un confronto"

Da diversi anni segnaliamo alle istituzioni regionali e sanitarie la drammatica carenza di personale medico e infermieristico nelle nefrologie e dialisi pubbliche lucane. Un problema complesso e delicato che rischia di compromettere, in maniera decisiva, la qualità dell’assistenza offerta peggiorando il livello di rischio clinico per nefropatici, dializzati e trapiantati. a parlare è il segretario dell’Aned Matera, l’Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianti che annuncia la protesta contro l’ormai cronica carenza di personale nei centri dialisi lucani.

“Siamo profondamente preoccupati e amareggiati dal fatto che, nonostante i nostri continui solleciti di intervento, non abbiamo mai ricevuto nessun riscontro né ci è stata data la possibilità di un confronto per illustrare tutti gli aspetti che riguardano l’intero percorso terapeutico di prevenzione, cura e trapianto” per questo spiega Andrisani,”E’ arrivato il momento di far sentire le nostre giuste ragioni in maniera diversa”.

E così martedì 8 marzo prossimo sarà proprio il segretario regionale Comitato Basilicata Anedi, trapiantato di rene da oltre 26 anni, a dar via alla protesta: non si sottoporrà ai consueti controlli ematochimici per la valutazione della funzionalità dell’organo trapiantato e del dosaggio dei farmaci immunosoppressori e non effettuerà la visita nefrologica, già programmati da tempo al Centro Regionale Trapianti dell’ospedale di Matera.

Mercoledì 9 marzo i pazienti in trattamento dialitico all’ospedale di Villa d’Agri inizieranno volontariamente la dialisi alle ore 9,00 anziché alle ore 8,00, come di consueto. Giovedì 10 marzo, Aned, con i pazienti trapiantati, dializzati e i loro familiari, organizzerà un sit in di protesta a Potenza, dalle ore 10,00 alle ore 12,00, in Viale Verrastro, davanti al palazzo della presidenza della giunta regionale.

“Contro le carenze di organico dovute ad una inadeguata programmazione, a difesa del diritto alle cure e alla sicurezza per tutti, per chiedere chiarezza al governo regionale e a coloro che gestiscono la sanità pubblica lucana sulle soluzioni immediate e di lungo termine”.

E’ quanto abbiamo scritto-aggiunge Andrisani- in una nota inviata venerdì 25 febbraio scorso tramite Pec al Ministro della Salute, al Direttore del Centro Nazionale Trapianti, al Presidente della Società Italiana di Nefrologia (SIN), al Presidente della Società Infermieri di Area Nefrologica (SIAN), al Presidente Nazionale ANED, ai Prefetti di Potenza e Matera, al Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’ospedale di Matera, al Presidente della Regione Basilicata, all’Assessore alla Persona e al Direttore generale del dipartimento sanità regionale, ai Direttori generali delle ASL lucane e ai Sindaci dei Comuni sedi di centri dialisi pubblici – Matera, Pisticci, Potenza, Chiaromonte, Lauria, Maratea, Marsicovetere, Muro Lucano, Rionero in Vulture e Venosa.

Al momento è attiva una convenzione tra l’Asp e l’Asm in cui i nefrologi di Matera, dal 1 marzo, tutte le mattine dei giorni feriali, garantiranno le cure salvavita ai pazienti del centro dialisi dell’ospedale di Villa d’Agri e la copertura di alcuni turni in altri centri di pertinenza della stessa azienda sanitaria di Potenza. Sono provvedimenti che hanno lo scopo di tamponare l’emergenza, -spiega il segretario dell’Aned Matera-rimedi tappabuchi che rischiano di creare falle altrove, quando invece occorre una seria programmazione, una pianificazione con una visione diversa da quella del passato, che eviti l’insorgenza di eventi di estrema criticità. Si è toccato il fondo! Ci addolora constatare che, quello che sta accadendo, dimostra quanto fossero valide le nostre analisi e fondate le nostre preoccupazioni.

Ora chiediamo con forza al Presidente Bardi che convochi con urgenza, entro il prossimo 10 marzo, una riunione con tutti i direttori generali delle aziende sanitarie e con i componenti del gruppo di lavoro di nefrologia e dialisi, per affrontare tutte le difficoltà presenti nel settore della nefrologia, dialisi e trapianto”.

Ma cosa chiedono i dializzati? Messa in sicurezza dei pazienti in trattamento dialitico presso tutti i centri dialisi pubblici, nel rispetto degli standard di personale medico e infermieristico indicati dai Piani Sanitari Nazionali e dalla Società Italiana di Nefrologia; Nomina di un referente regionale per la nefrologia, dialisi e trapianto che, insieme al gruppo di lavoro, dovrà individuare e proporre le soluzioni più idonee e operative per superare questo difficile momento e porre le basi per una seria programmazione dei bisogni assistenziali e delle risorse da investire. Promuovere la realizzazione di una rete nefrologica con presenza di specialisti e personale infermieristico dedicato e consulenza con i nutrizionisti, psicologi, diabetologi, cardiologi, internisti per un approccio multidisciplinare per la cura del paziente nefropatico.  Relazione di cura tra personale sanitario, paziente e famigliare e partecipazione del paziente alla scelta del percorso terapeutico più idoneo: dialisi ospedaliera, dialisi domiciliare anche attraverso forme di teledialisi assistita, trapianto da vivente o da soggetto cadavere. Potenziamento dell’attività del Centro Regionale Trapianto dell’ospedale di Matera.  Individuazione precoce delle malattie renali croniche e dei soggetti a rischio.