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Governo, scoppiano scintille tra il PD e il M5S sulla questione delle armi

Hanno fatto bene gli anonimi spiritosi membri di un fantomatico collettivo romano che ha esposto un foto montaggio con Letta che vuole arruolare militanti per spezzare le reni alla Russia

Essendo da sempre uomo orientato a sinistra questo tintinnare di sciabole della segreteria Letta mi lascia interdetto. Non rientra nelle tradizioni della vecchia sinistra e fa a botte anche con la Costituzione. E però così è, tanto che, come riferisce Dagospia, Enrico Borghi, uomo forte della segreteria DEM, dice: “Parliamo di contingente europeo di 5 mila uomini: il Pd è favorevole ad aumentarlo, altri cosa dicono? Noi siamo pronti a trasferire funzioni militari dai paesi nazionali a livello europeo, a razionalizzare la spesa militare, a integrare le industrie nazionali in un quadro europeo. Altri sono pronti a discuterne?”

Bah, prima di discuterne qualche chiarimento la segreteria che tutto sa,vede, provvede e conosce ed è paladina del politically correct dovrebbe offrirlo. Abbiamo rinunciato alla moneta nazionale, il cui controllo non è passato dal Parlamento Italiano e dalla sua Banca d’Italia al Parlamento Europeo, unico organo ad elezione diretta in Europa, ma a organismi sovrannazionali come la BCE e il MES su cui il Parlamento Europea non ha alcuna giurisdizione. La prova data è quella sulla Grecia, dove non è stato chiamato a decidere nulla.

Parlare di difesa europea può anche andare bene ma chi, quando e come stabilisce le regole di ingaggio e le modalità di intervento di questa ipotetica forza comune? Sotto quale responsabilità democratica andrà messo l’Alto Comando Europeo? Sarà un organismo fuori dalla giurisdizione del Parlamento Europeo come la BCE, per cui alla fine l’Eurogruppo potrà decidere tutto? Ricordate che l’Eurogruppo è quello che decise le sanzioni contro uno Stato membro dell’Europa: la Grecia. Ops … ho detto sanzioni? Intendevo piano di aiuti … non troppo umanitari però.

E questo Alto Comando che poteri avrà? Chi non adotterà le decisioni della BCE, vedi lettere Draghi – Trichet del 5 agosto 2011 che dettava la politica economica al governo italiano liberamente eletto, sarà occupato militarmente dalla nuova Forza Armata comune?

Quali saranno i rapporti tra l’esercito europeo e la Nato? Sarà una forza autonoma, e quindi usciremo dalla Nato, o sarà una forza subalterna e quindi non si capisce proprio perché questo ulteriore livello intermedio?

In ogni caso quando si tratta di armare un esercito occorrerebbe prima individuare le minacce da dove arrivano. Russia? Forse. Cina, anche. E poi? Al servizio di quale politica estera dell’Unione Europea vanno poste le Forze Armate comuni? Di quale politica di potenza deve essere il braccio la nuova Forza Armata europea?

Sono domande prive di senso le mie? Non credo. Al momento mi pare che da Draghi, Letta, Guerini non arrivi alcun contributo alla Pace ma solo insensate chiamate alle armi. Nel 1939 un Mussolini ansioso di partecipare al tavolo dei negoziati dopo l’invasione dei tedeschi della Polonia e dei Paesi Bassi, in una guerra che riteneva lampo, decise di “spezzare le reni alla Grecia”. Oggi a chi dobbiamo spezzare le reni per nascondere la nullità dell’azione del governo Draghi nella ricerca della Pace?

Hanno fatto bene gli anonimi spiritosi membri di un fantomatico collettivo romano che ha esposto un foto montaggio con Letta che vuole arruolare militanti per spezzare le reni alla Russia.

Ovviamente il Comune di Roma ha disposto l’immediata rimozione dei manifesti perché nella segreteria DEM troppo spiritosi non sono ed hanno subito annunciato querele, perché “Gli autori di questo gesto ignobile e illegale, che colpisce tutta la comunità democratica”.

Cose da pazzi, sono talmente presi da se stessi che neanche un poco di satira accettano. Tra censure ai giornalisti, come Marc Innaro, e limitazioni alla scelta dei conduttori in studio, come per il caso del professor Orsini, ora anche le denunce alla satira?

Mi chiedo se il PD non abbia in mente un modello di democrazia proprio come quello di Putin in Russia.

Manifesto Letta