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Lavoro agile, il 31 marzo scade la deroga: necessario renderlo più strutturale

Confsal Basilicata: “Con la fine dello stato di emergenza si apre una nuova fase"

Il segretario della Confsal Basilicata, Gerardo De Grazia, con una nota interviene sul lavoro agile e traccia gli scenari futuri in vista della scadenza della deroga prevista per il 31 marzo prossimo. Di seguito il comunicato stampa.

“Con la fine dello stato di emergenza si apre una nuova fase ed ora vi è la necessità di rendere il lavoro agile sempre più strutturale. E’ chiaro che non potrà coinvolgere tutte le tipologie di lavoro ma, sicuramente, potrà migliorare la vita di molti lavoratori (impiegati, quadri e dirigenti). L’Italia, da sempre fanalino di coda dell’Europa, “grazie” alla pandemia è passata da poco meno di cinquecentomila lavoratori in smart working ad oltre sei milioni. L’emergenza da Covid 19 ha dato vita al più grande esperimento di lavoro agile al mondo.

Ritengo che questa forma, alternativa, di lavoro debba diventare una vera rivoluzione culturale, una nuova filosofia manageriale. In questi due anni i lavoratori, le imprese e la pubblica amministrazione sono stati presi di sorpresa, non essendo abituati e organizzati a questa nuova modalità. Oggi possiamo dire, tranquillamente, di aver acquisito maggiore esperienza e maggior competenza. Quando parlo di rivoluzione in ambito lavorativo, intendo il passaggio “da andare a lavoro a fare un lavoro”, “al fare un lavoro responsabile da parte del lavoratore”. Si è passati dal controllo alla fiducia reciproca, si sono trasferite quote di responsabilità e libertà alle persone, favorendo il loro benessere e la produttività.

Lo smart working per le imprese è abbattimento dei costi e, per il lavoratore, un netto miglioramento della work life, grazie ad una maggiore conciliazione vita lavoro nonché di spostamenti. Il lavoro agile è green, riduce il pendolarismo, ridisegna l’architettura delle città e ferma lo spopolamento dei piccoli centri. Per essere pronti allo scadere della deroga (31 marzo 2022) bisogna, da subito, iniziare a sottoscrivere gli accordi che dovranno indicare i giorni di lavoro agile con proiezione settimanale o mensile. La legge definisce lo smart working un rapporto di lavoro in cui il lavoratore svolge la propria attività lavorativa, in modalità mista, in parte all’interno ed in parte all’esterno, rispettando gli orari di lavoro massimi settimanali. Gli accordi non dovranno contenere uno smart working totale, altrimenti c’è il rischio che, non avendo una sede di lavoro, si potrebbero determinare delle incertezze in caso di vertenze. La sfida è quella di scongiurare il telelavoro ed il lavoro a cottimo. L’adesione dovrà avvenire, su base volontaria e dovrà essere subordinata alla sottoscrizione di un accordo individuale, fermo restando il diritto di recesso. Il protocollo nazionale, sullo smart working siglato anche dalla Confsal con il ministero del lavoro, prevede il sacro santo diritto alla disconnessione. La sfida è quella di rendere, dal primo aprile, il lavoro agile una vision of work and life”.