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Operaio Stellantis Melfi: “A 55 anni mollo tutto e cerco una nuova primavera”

Le parole di Gianni, che ha deciso di accettare i nuovi “licenziamenti con incentivo” annunciati dalla multinazionale nelle ultime ore

“Si lavora poco e quando si lavora i ritmi sono disumani. Non solo il presente, anche il futuro è sempre più precario, quindi, a questo punto, alla mia età, credo di accettare la proposta di Stellantis per i nuovi licenziamenti con incentivo”. Inizia così lo sfogo di Gianni, 55enne operaio di Melfi, ormai sempre più “appesantito” dai 25 anni trascorsi alla fabbrica integrata di San Nicola. “Vedi – mi racconta – quando usciamo dalla fabbrica siamo come quegli animali che ricercano una fonte d’acqua, corriamo veloci come verso la libertà, invece all’ingresso andiamo adagio, controvoglia, consapevoli di un’altra giornata in cui faticherai sodo, sfiduciato e alienato, per ciò che ti attende lì dentro”.

500 nuovi licenziamenti con incentivo. Le parole di Gianni si riferiscono alla “nuova finestra”, dopo quella dello scorso anno, annunciata nelle ultime ore dalla Stellantis di Melfi, che consente a 500 operai di licenziarsi con incentivo, di qui a fine anno. “Dalle informazioni sin qui giunte – spiega Gianni – se lo facciamo fino a giugno ci concedono 55mila euro per licenziarci, con alcuni anni di disoccupazione, mentre dal primo luglio solo 35mila euro”. Sarebbe questa la proposta dell’azienda, annunciata ai sindacati insieme al nuovo contratto di solidarietà dal 4 aprile al 7 agosto. Previsti, inoltre, 1500 esuberi, e si passerà da 17 a 15 turni settimanali, a differenza di quanto annunciato a fine gennaio, quando si prospettavano 20 turni e piena occupazione.

“Si sta tra l’inferno e il purgatorio. Basta” Quanto accaduto nell’ultimo anno ha abbassato di molto le aspettative dei lavoratori. “L’anno scorso ci siamo fidati dei sindacati i quali a giugno hanno firmato un accordo con l’azienda che prevedeva il mantenimento di tutti gli operai – attacca Gianni – Poi invece abbiamo visto cosa è accaduto. Annunci su annunci prontamente smentiti e una situazione lavorativa e personale che si è andata sempre più deteriorando. Un po’ come rimanere sospesi tra l’inferno e il purgatorio”. L’operaio si riferisce “ai continui fermi, alternati a momenti di intenso lavoro, concentrato in pochi giorni. A 55 anni, dopo decenni vissuti così, le ossa fanno male e il morale è sotto i tacchi delle scarpe”. La sfiducia verso i sindacati di certo non aiuta. “Non ci fidiamo più, non possiamo fidarci, tutte le parole date se le sono rimangiate, così ti trovi da solo, a combattere sulla linea come in una trincea. Io non ce la faccio più”.

“Per i contributi si vedrà, meglio essere felici”. Tra i lavoratori impegnati in Stellantis a cui mancano 6, 7 anni per andare in pensione, in molti stanno riflettendo sulla scelta di lasciare l’azienda. “Ci vengono garantiti alcuni anni di disoccupazione – precisa Gianni – si tratterà di attaccare qualche altro anno di contributi e ognuno sta cercando di capire come fare. Chi in agricoltura, chi in altri settori”. In condizioni normali forse non se ne sarebbe parlato, ma in un momento di totale incertezza sulla linea, tutto fa brodo. “Personalmente non so ancora come farò a salvare al meglio contributi e pensione – osserva – ma avrò un po’ di tempo per pensarci, e soprattutto mi libererò da questo fardello della linea, diventato ormai insostenibile”. Si fa coraggio, Gianni, e fa l’esempio di un collega 50enne che è rientrato tra i 390 licenziamenti con incentivo dello scorso autunno. “Vedo questo mio ex collega e amico del tutto ringiovanito, sembra un ragazzo, va in moto e sembra un’altra persona”. Conclude Gianni: “La vita è breve, può darsi che perderò qualcosa in termini economici ma ci guadagnerò in salute e stato d’animo. Sarà una nuova primavera”.