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Pnrr, Bardi: L’obiettivo è lasciare ai nostri figli una Basilicata migliore di come l’abbiamo ricevuta

Il presidente della Regione all’evento “Italia Domani - Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, che si è svolto a Potenza

Di seguito l’intervento del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, all’evento dal titolo “Italia Domani – Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, che si è svolto oggi a Potenza su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Mi preme sottolineare il valore simbolico di questa iniziativa, in cui eminenti espressioni del governo nazionale vengono sui territori per dialogare sul Piano nazionale di ripresa e di resilienza, sottolineando così l’importanza della visione dell’Italia del futuro tratteggiata nel Piano e le importanti opportunità offerte dalle molteplici e Missioni e misure in esso proposte. Ma prima, permettetemi di chiedere un applauso per medici, sanitari, volontari e per gli operatori della protezione civile che ci hanno permesso di essere qui oggi, grazie a due anni di straordinari sacrifici, impegno, dedizione verso tutti i lucani.

Se oggi siamo qui a parlare di PNRR è perché siamo stati travolti da una emergenza sanitaria, da una pandemia, che ha richiesto un intervento straordinario da parte dell’Unione Europea, non solo in campo sanitario ma anche economico e sociale e che richiama tutti noi a un supplemento di responsabilità. Come sapete, il Mezzogiorno d’Italia ha antiche criticità che, in una regione piccola e di cerniera come la nostra, sono maggiormente evidenti. Gli interventi ordinari in favore delle aree svantaggiate non hanno ridotto il gap tra il Sud e il resto del Paese e Il PNRR – data la sua eccezionalità – può costituire l’innesco di un processo finalmente orientato a quelle politiche infrastrutturali da troppo tempo tralasciate nelle priorità politiche del Paese. Troppe volte in passato sono stati persi i treni dello sviluppo. E, a proposito di treni, anche grazie al PNNR, la città di Matera avrà finalmente il suo collegamento ferroviario, colmando una mancanza storica. E una mancanza decennale è stata appena colmata con il completamento dell’ultimo tratto di Bradanica, che ha migliorato la mobilità di migliaia di lucani. Su questa scia ci stiamo impegnando per portare ai lucani l’alta velocità, proprio cogliendo l’opportunità del PNRR, colmando un altro ritardo. La storia ci ha dato l’ennesima opportunità, e stavolta non possiamo perderla. L’alta velocità in Basilicata è un dovere morale.

Ma al contempo, siamo alacremente impegnati sul fronte delle infrastrutture digitali e della connettività ultra – veloce, ossia sulle infrastrutture strategiche del nostro tempo, per garantire in tempi veloci ai lucani gli stessi benefici di un cittadino che vive nelle grandi città o nelle grandi metropoli grazie alla rete. Un percorso favorito e accelerato dal PNRR che ha tra i capisaldi appunto la transizione digitale. Digitale che è la premessa per una medicina territoriale avanzata. Come è noto, ci sono stati già vari incontri tra le aziende sanitarie e i territori, in particolare con i sindaci, per immaginare insieme le scelte che avranno effetti sui prossimi anni della sanità nella nostra regione. Parliamo delle case di comunità e degli ospedali di comunità, che saranno i nuovi presidi a tutela dei cittadini. Parliamo della telemedicina, che potrà offrire servizi innovativi a tutti i lucani, anche a coloro che vivono nelle aree interne. Questo anche grazie al fatto che la Basilicata sarà una delle prime regioni ad essere interamente coperte della fibra, cosa che avverrà entro un anno. Il futuro è già adesso.

E il PNRR ha anche il merito di aver riproposto la centralità dei borghi, dei presidi delle aree interne, sollecitando investimenti laddove emerge una progettualità e una prospettiva di resilienza e ripresa: domani invieremo al Governo il progetto da noi ritenuto più meritevole e posso sin da ora annunciare che le migliori progettualità saranno valorizzate con finanziamenti di cui ci faremo carico noi come Regione. Perché se l’epoca dei soldi a pioggia è finita, è invece iniziata quella che premia le realtà che sanno programmare e progettare il proprio futuro. Grazie al PNRR un borgo lucano riceverà 20 milioni di euro che potranno rivoluzionare le vite, il lavoro e l’immagine di una realtà del nostro territorio, con ripercussioni positive per tutta la Regione.

Scuole, sanità, borghi, transizione ecologica, transizione digitale, inclusione sociale, è tutto un susseguirsi di opportunità e di sollecitazioni quelle che derivano dall’attuazione del PNRR che è inutile nascondere stanno mettendo a dura prova le capacità amministrative delle nostre realtà locali. La scarsità di personale presente nei comuni, specie di piccole dimensioni, che nel nostro territorio sono la gran parte, ha evidenziato non poche criticità. Ma anche per l’amministrazione regionale e per gli enti destinatari o attuatori delle misure del PNRR si tratta di raccogliere una sfida adattativa alla nuova cultura ed alla strumentazione messa in campo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una sfida di modernizzazione e di efficienza che intendiamo pienamente raccogliere. Consapevoli di questo, la Regione Basilicata ha messo in piedi una propria Struttura di missione per sostenere, accompagnare gli enti locali in questo percorso e per seguirne passo passo l’attuazione, operando di concerto con l’ANCI e con gli esperti messi a disposizione del governo centrale cercando di favorirne una più veloce integrazione e valorizzazione nei contesti locali.

Lo stesso Piano strategico regionale, da poco varato, ha individuato nel PNRR una leva fondamentale per innescare processi che si oppongano al declino, così da sostenere un nuovo corso fondato innanzitutto sulla piena valorizzazione delle risorse endogene: acqua, energia, patrimonio forestale, patrimonio culturale, protagonismo del nostro sistema produttivo, mobilitazione delle risorse giovanili. Abbiamo dinanzi a noi tantissime decisioni da dover prendere. Le abbiamo racchiuse nel piano strategico regionale. Ma non sfugge a nessuno che siamo sempre più chiamati a fronteggiare, con l’incalzare di eventi imprevisti, nuove sfide e nuove esigenze. Oggi viviamo gli ultimi strascichi della pandemia che comunque impone estrema vigilanza e continuità di impegno; siamo nel mezzo di un conflitto bellico in terra europea e ad una correlata emergenza profughi a cui non possiamo non rispondere con gesti concreti di solidarietà e vicinanza e con un nuovo impegno per la pace in condizioni che noi non avremmo mai immaginato sino a qualche settimana fa; ci stiamo confrontando con il “caro bollette” e con l’abnorme incremento dei costi energetici. Il mio pensiero e la mia solidarietà va alla giusta protesta odierna di agricoltori e autotrasportatori.

Dobbiamo ragionare con occhi e cuori nuovi. Dobbiamo riattivare energie positive, puntare sui giovani, dare coraggio e portare ciascuno la propria pietra al cantiere della costruzione di società più giusta, pacifica ed equa. L’obiettivo è lasciare ai nostri figli una Basilicata, un’Italia, un’Europa migliore di come l’abbiamo ricevuta. Solo su questo saremo giudicati dai cittadini e dalla storia. Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata