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Violenza su infermiera del 118, Fp Cgil e Cisl Fp “Ferma condanna”

Dai sindacati "Solidarietà alla vittima"

Siamo scosse per quanto accaduto all’operatrice sanitaria del Dires Asp nei giorni scorsi ed emerso in queste ore. E’ inammissibile che una donna debba subire molestie e violenza ed è inaccettabile che questo accada sul luogo di lavoro da parte di un collega. Lo affermano, in una nota Giuliana Pia Scarano e Sandra Guglielmi della segretaria Fp Cgil Potenza.

Come Fp Cgil -proseguono le due sindacaliste-non possiamo che stringerci a questa giovane donna, condividendo il suo dolore e la sua rabbia, mettendole a disposizione la nostra struttura e tutte le sue ramificazioni, compresa la tutela legale. La violenza nei confronti delle donne è un reato odioso che reca un danno indelebile nelle vittime, ma sconvolge, al contempo, la condizione lavorativa e di vita di tutti i lavoratori sul luogo di lavoro, facendo emergere paure e insicurezza.

Quanto accaduto riporta prepotentemente al centro dell’attenzione la priorità delle priorità: fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori, ma di tutte le persone che vi operano con dedizione e senso di abnegazione. Una pagina nera che rischia, in maniera assolutamente errata, di macchiare l’immagine di operatori al servizio della salute pubblica, ogni giorno impegnati per salvaguardare le cure e l’integrità fisica e psicologica della popolazione. Operatori che da oltre due anni mettono a rischio la loro vita, schierati in trincea, avamposto della nostra salute. Una ferita profonda che ha bisogno, per essere curata, sicuramente di un cambio di passo culturale, ma che esige, nell’immediato, interventi decisi e concreti atti a tutelare la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

La violenza e le molestie sul luogo di lavoro integrano una violazione dei diritti umani, rappresentando una intollerabile minaccia alle pari opportunità, ed hanno ripercussioni sulla salute psicologica, fisica e sessuale, sulla dignità e sull’ambiente familiare e sociale della persona coinvolta. Chiediamo all’azienda sanitaria-aggiungono Scarano e Guglielmi- l’istituzione di un tavolo per condividere un protocollo sulla sicurezza degli operatori, prevedendo un sistema stringente di controlli, e il coinvolgimento dei lavoratori per la sicurezza per inserire nel documento di valutazione dei rischi aziendale il rischio di violenza e molestie anche di genere esattamente come ogni altro rischio connesso all’ambiente lavorativo, individuando le relative misure di prevenzione e protezione. E’ necessario garantire sicurezza. Fare quadrato contro la violenza e lanciare segnali inequivocabili. E’ un preciso obbligo del datore di lavoro e un impegno vincolante per noi tutti”.

Anche la Cisl Fp Basilicata esprime “la ferma condanna del gesto e piena solidarietà alla vittima. Questo episodio denuncia l’urgenza di mettere al centro il tema dei rapporti di genere dentro e fuori dai luoghi di lavoro. Troppo spesso le donne sono oggetto di attenzioni non richieste e alle volte tali attenzioni degenerano in molestie e atti di violenza. Per questo occorre investire di più sulla prevenzione di tali fenomeni rafforzando i servizi di ascolto. La lotta contro ogni forma di violenza di genere, da quella verbale a quella fisica, impone uno sforzo collettivo che deve essere prima di tutto di tipo culturale poiché la violenza è molto spesso l’esito finale di azioni discriminatorie che nascono dal linguaggio e dagli stereotipi di genere. I luoghi di lavoro siano dunque spazi in cui costruire corrette relazioni di genere fondate sul rispetto della dignità delle persone”.